Braglia: “Questo Genoa come il mio dopo l’eliminazione con l’Ajax”

L'ex portiere rossoblù è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva: " I problemi non sono solo societari. Perin tornerà il portiere di grande valore che ha dimostrato di essere in questi anni".

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Simone Braglia

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Ai microfoni di Radio Sportiva è intervenuto Simone Braglia, ex portiere del Genoa ai tempi di Osvaldo Bagnoli.  Tanti i temi analizzati dal numero 1 di quel Genoa che ha incantato l’Europa, a partire proprio da un’analogia tra il momento attuale vissuto dal Grifone  e quello vissuto dalla squadra  formato europeo guidata da Osvaldo Bagnoli. « In questa crisi di risultati del Genoa, rivedo la stessa situazione vissuta  dopo essere stati eliminati  dalla coppa Uefa per mano  dall’Ajax , noi perdemmo le successive 7 partite, ed in un certo modo è quello che sta accadendo adesso. Ieri c’era Bagnoli, oggi c’è Juric e spero vivamente  abbia fatto tesoro dell’esperienza maturata dopo l’esonero,  dovrà imporsi caratterialmente nella gestione dello spogliatoio». Sulla difficile situazione ambientale creatasi introno al Genoa, Braglia ha una “doppia” teoria.« Sicuramente una parte di responsabilità è da attribuire alla società,  ma c’è anche una componente interna a non funzionare. La piazza non pretende di più. Vuole ammirare l’agonismo, l’attaccamento alla maglia, e ultimamente questa cosa non si vede più. Dal mio punto di vista, rifacendomi alla situazione simile vissuta in prima persona, c’è qualcosa che non funziona nello spogliatoio: ora toccherà a Juric ricomporre il tutto. Se ci sono giocatori intelligenti, dovranno dimostrare la loro professionalità». Inevitabile un passaggio su Perin, alle prese con la riabilitazione dopo la rottura del crociato- la seconda-.« Gli infortuni, ovviamente, ti frenano. Detto questo, Perin è una delle migliori espressioni della scuola di portieri italiani. Ha dimostrato di poter sostituire anche un mostro sacro come Buffon. Bisognerà tutelarlo in tanti aspetti, ma sono sicuro tornerà il campione che è. Per poter ambire alla titolarità in Nazionale, Mattia necessita di fare esperienza internazionale, che sia con il Genoa o con un’altra squadra. Ciò che più conta adesso è non affrettare i tempi di recupero, perchè  un errore che è stato commesso, a mio avviso, è stato metterlo in campo troppo presto. Ora mi sembra che stia recuperando senza forza i tempi».

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