Correva l’anno 2015: l’ex Pavoletti tolse in extremis al Sassuolo il pareggio appena raggiunto

Un gol del centravanti del Genoa all'ultimo minuto regalò la vittoria al Genoa

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Dzemaili e Pavoletti festeggiano il gol del 2-1 del centravanti contro il Sassuolo (Foto Getty Images)
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Domenica 22 novembre 2015 al “Luigi Ferraris” il Genoa ricevette il Sassuolo, sorpresa del campionato con i suoi 22 punti (nove più del Genoa, che occupava la quattordicesima posizione in coabitazione con il ChievoVerona) nelle prime dodici partite di campionato, che gli valevano il quinto posto in classifica. Prima dell’inizio dell’incontro venne eseguita la “Marsigliese”, inno nazionale della Francia, nella cui capitale, Parigi, nove giorni prima erano state uccise in vari attentati terroristici concepiti ed attuati da terroristi del fondamentalismo islamico centotrenta persone. La Gradinata Nord espresse la sua solidarietà al Paese confinante con l’Italia e la Liguria con lo striscione “SOLIDARITÉ AU PEUPLE FRANÇAIS!!!”.

Il fatto più notevole del 1° tempo avvenne al 41’ quando a un fallo dell’argentino Cristian Daniel «el Colo» Ansaldi Domenico «il Van Persie della Sila» Berardi reagì in maniera ingiustificabile, andando a colpire con i tacchetti delle scarpe il torace del terzino sinistro genoano. A difesa del compagno di squadra e connazionale si precipitò Diego «el Monito» Perotti, che appoggiò minacciosamente la fronte su quella di Berardi: il gesto venne equiparato dall’arbitro Nicola Rizzoli di Bologna a livello di sanzione disciplinare a quello, ben più grave, dell’attaccante neroverde, sicche con la doppia espulsione l’incontro venne privato dei due giocatori dotati di maggior tasso tecnico. Al 6’ della ripresa il venezuelano Tomás Eduardo «el General» Rincón Hernández con uno splendido ed angolatissimo tiro di interno sinistro a rientrare da ventidue metri circa segnò la sua prima rete in sette campionati giocati in Europa (cinque con l’Amburgo e due con il Genoa). Il Sassuolo, che non aveva avuto grandi occasioni per riportarsi in parità, sfruttò al 48’ un calcio d’angolo battuto dalla sinistra da Matteo Politano: il pallone venne colpito di testa dal croato Šime Vrsaljko, che saltò dietro il suo portiere Andrea «lo specialista» Consigli, spintosi in avanti per aumentare di un’unità il novero dei saltatori, e costrinse l’altro estremo difensore. Mattia «Airone» Perin a una respinta acrobatica, che però lasciò la sfera nell’area di porta a disposizione della deviazione vincente di Francesco «Ace» Acerbi, alla quale non riuscì ad opporsi l’uruguayano Diego Sebastián «Valde» Laxalt Suárez, che la toccò solamente, senza riuscire a respingerla, con il piede destro.

La gioia degli ospiti, che pensavano di aver acciuffato definitivamente il pareggio, fu di breve durata: alla ripresa del gioco, dopo la loro esultanza, il senegalese Issa Cissokho fece partire dalla tre quarti di destra un cross teso in diagonale che venne convertito in rete, tra il tripudio dei tifosi rossoblù, con una girata con la tempia sinistra da Leonardo «lo Sparviero» Pavoletti, che si prese una rivincita sulla squadra che lo aveva fatto esordire in Serie A, ma non lo aveva valorizzato. Il successo permise al Genoa di raggiunger i 16 punti in classifica, da cui non si sarebbe più staccato per i successivi cinque turni, e di terminare il girone di andata con una media di un punto a partita grazie al successo per 2-0 a Bergamo di domenica 10 gennaio 2016 all’ultima giornata.

Stefano Massa

(Membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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