Massimiliano Lussana: “I punti non li fa il calendario”

Un punto guadagnato o due persi? L’esito del 106° Derby della Lanterna, arrivato dopo una partita neanche lontanamente somigliante ad un incontro di calcio, non ha di certo rallegrato un popolo già deluso ed insoddisfatto come quello genoano. Una partita (non) giocata, decisa dal vantaggio blucerchiato sull’unico tiro scoccato verso la porta rossoblù e da […]

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Un punto guadagnato o due persi? L’esito del 106° Derby della Lanterna, arrivato dopo una partita neanche lontanamente somigliante ad un incontro di calcio, non ha di certo rallegrato un popolo già deluso ed insoddisfatto come quello genoano. Una partita (non) giocata, decisa dal vantaggio blucerchiato sull’unico tiro scoccato verso la porta rossoblù e da un (non) gol di Matuzalem arrivato dopo un cross mal calibrato ma fortunatamente decisivo per il Grifone. Il punto che è arrivato tiene comunque viva la corsa per la salvezza. Si parla di calendario facile, o almeno abbordabile, per gli uomini di Ballardini: per raggiungere questa benedetta (o maledetta?) salvezza, però, servono dei punti. Abbiamo parlato di questo e di molto altro con Massimiliano Lussana, caporedattore dell’edizione genovese de Il Giornale e, per l’occasione, il nostro “Giornalista della settimana”.

Il Genoa gioca un derby inguardabile ma almeno porta in cascina un punto più utile per il morale che per la classifica. Lussana vede il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno?

Purtroppo mezzo vuoto. E’ un’occasione persa: a questo punto della stagione era difficile trovare una squadra più malmessa della Sampdoria. Avrei osato qualcosa in più, mi è sembrata una condizione in cui sarebbe stato opportuno provarci. C’erano moltissime attenuanti, però sarebbe stata una buona idea proporre una squadra più coraggiosa. Nel primo tempo il Genoa ha difeso un 1-0 del tutto casuale, che però la Samp è riuscita a segnare, nonostante fosse l’unico tiro in porta.

Era inevitabile che questo “derby della paura” finisse per essere disputato nel peggior modo possibile?

Il tipo di approccio intrapreso non poteva non portare ad un risultato diverso. Con i tre punti e lo la situazione attuale, però, basterebbero due partite per tornare su o precipitare giù. Per come la vedo io, è molto meglio perdere una volta e, naturalmente vincere una partita, che pareggiarne due. E questo lo dice la matematica.

Come dichiarato nel suo editoriale di ieri, quello che preoccupa più di ogni altra cosa è l’assenza di gioco.

E’ stata un’involuzione quella vissuta dagli uomini di Ballardini. Come ho scritto ieri, le tre partite con Milan, Roma e Fiorentina non hanno portato risultati positivi ma se non altro avevano messo in evidenza un gioco ben organizzato. Ora invece manca tutto, o quasi. Il problema, guardando le ultime prestazioni, è che il migliore in campo arriva sempre dalla panchina: vedi Vargas e Floro Flores nel derby, o Immobile contro il Siena. Lo stesso attaccante napoletano, a parte nello scontro diretto con i toscani durante il quale è entrato a partita in corsa, non ha mai dato, da titolare, l’impressione di capirci qualcosa. Floro non ha 90 minuti nelle gambe, ma domenica ha cambiato la partita. Vargas pure. Pisano invece non lo farei giocare manco a Subbuteo: non lo vedo come un elemento affidabile. Piuttosto di scendere in campo con uno in meno, rischierei uno Jankovic che, pur giocando male, può sempre tirarti fuori una giocata. Stesso discorso per Jorquera.

Con le squalifiche di Borriello e Vargas, a chi dovrà affidarsi Ballardini per la sfida contro l’Atalanta?

Pensavo ad uno di quei giocatori che ho citato prima. Sempre, però, che le loro condizioni fisiche siano sufficienti per Floro e Jankovic, per schierarli e almeno impensierire la difesa avversaria. E poi, non saprei al posto di chi, l’idea di schierare Olivera sulla fascia credo che non sia poi così peregrina.

Qual è il problema, o almeno uno dei tanti, di questo Genoa?

Ballardini ha sempre avuto a che fare con dei problemi di formazione, tra infortuni e squalifiche. Questo non aiuta di certo. Non sono totalmente pessimista però. Il Siena è una squadra scarsa, a mio parere. Mi fa più paura il Palermo. E non mi sento di escludere che qualche squadra sopra non possa essere risucchiata, una tra Chievo, Torino e la stessa Samp.

Arrivati a questo punto della corsa verso la salvezza, chi si ferma è perduto?

Per forza. E finora è stato il Genoa a rimanere fermo. Il Siena fin qui ha avuto molta fortuna. Ci credono molto, questo è vero, ma anche se avessero perso a Pescara non ci sarebbe stato niente da dire. Indipendentemente dal fuorigioco sul gol che ha deciso la loro vittoria, Pegolo è stato ancora il migliore in campo per i bianconeri. Un aspetto che fa una certa tristezza rispetto ai portieri del Genoa: Frey ha fatto molti errori quest’anno, mentre Tzorvas è entrato una volta ed è stato decisivo. In negativo però.

Siena e Palermo hanno un calendario più insidioso del Genoa. Lo stesso Ballardini ha dichiarato che la salvezza “dipende solo da noi”. E’ d’accordo?

Assolutamente. Non mi fiderei mai del calendario. La stessa partita contro la Sampdoria, pur essendo un derby, non avrebbe dovuto essere un incontro molto complicato da vincere. Bisogna stare attenti, anche ad una squadra come il Pescara che, pur essendo ormai retrocessa, si è messa a giocare. I punti non li fa il calendario.

Torniamo ad inizio stagione. Sembra una vita fa il giorno in cui De Canio, dopo aver salvato il Genoa dalla retrocessione, ha preso in mano la squadra per il nuovo campionato. A quel tempo, avrebbe mai pensato che il Grifone si sarebbe ritrovato nuovamente (e in posizione ancora più pericolosa) a lottare per la salvezza?

Il Lecce dell’anno scorso era una squadra allo sbando, ma che comunque era riuscita a recuperare molti punti. La speranza che ho è quella di rivedere il Genoa sceso in campo prima della sconfitta di Napoli. Con l’organico di quest’anno e il periodo orribile di Delneri, siamo arrivati nuovamente a questo punto. Dopo l’arrivo del Balla, che è coinciso con una netta ripresa di prestazioni e risultati, ha trovato spazio un ottimismo davvero eccessivo, come se la questione salvezza fosse già stata archiviata. Purtroppo l’ambiente del Genoa passa dalla più completa disperazione provata durante l’1-0 della Samp ai festeggiamenti senza freno al pareggio di Matuzalem, come se la squadra fosse stata pronta per la Champions League.

Daniele Zanardi

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