Mario Lombardo: «Vi racconto di mio padre Umberto e del glorioso Genoa degli anni ’20»

Il figlio di Umberto, ex difensore, racconta le glorie del passato e di cosa occorre oggi al Grifone per fare il salto di qualità 

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Un incontro con la storia rossoblù. Pianetagenoa1893.net ha intervistato Mario Lombardo, giornalista e collaboratore del mensile Banca Finanza, genoano e figlio di un ex difensore del Genoa degli anni ’20, più precisamente dal 1925 al 1931, Umberto Lombardo. Il nostro “giornalista della settimana” parla delle glorie del Grifone di un tempo, ma non disdegna di dire la sua riguardo alla situazione odierna.

Buongiorno, Lombardo, lei è il figlio di Umberto Lombardo ex difensore del Genoa degli anni ’20, può raccontarci qualcosa in merito?

Mio padre era un difensore, alto 1,70 m, 66-67 kg di peso, irruento, ma a dire la verità non entusiasmante come giocatore o almeno a me quando mi sono ritrovato a giocarci contro non ha entusiasmato. Le racconto la prima immagine che ho del Genoa: avevo 2 o 3 anni ero sul campo a Marassi e ricordo delle lunghe gambe canforate, ricordo i pantaloncini blu stinti e i calzettoni blu a righe rosse, questa è la mia prima immagine del Genoa per via della mia altezza. Ricordo poi Melandri a destra e Becattini a sinistra, ricordo un centravanti enorme Serantoni che per i più giovani può ricordare Skuhravy come stazza fisica, ma era decisamente peggio, ricordo poi Frizzi, Dal Monte e De Vecchi. Becattini per me era un idolo, era terzino sinistro proprio come me, e ricordo una volta che ebbi l’onore di giocarci contro una partita.

Era un calciatore anche lei quindi?

Sì, ma un calciatore infimo, più veloce e con più voglia di giocare rispetto a mio padre che smise a 37 anni, io invece a 59, ho sempre giocato però in terza categoria e divisioni minori.

I tempi sono sicuramente cambiati, ma in ogni caso cosa vuol dire essere il figlio di un calciatore?

Significa aver fatto il “giro delle 7 Chiese” per trovare una squadra che mi assumesse e sentirsi rispondere ogni volta: ”Tuo padre è meglio”. Poi un aneddoto può far capire cosa è voluto dire per me essere figlio di un calciatore, mio padre venuto a vedermi giocare una volta che avevo circa 15 anni a fine partita mi disse: ”Giocando così a 30 anni potresti arrivare in Serie C”, da lì ho capito che il calcio non poteva essere la mia professione.

Veniamo all’attualità, cosa ne pensa della scelta di Preziosi di cambiare l’allenatore dopo 8 giornate?

Sono stupefatto della voglia che ha Preziosi di giocare con i calciatori vendendoli e comprandoli come fossero figurine Panini, celo,celo, manca e allo stesso modo mi pare faccia con gli allenatori.

Contento della scelta di Delneri?

Diciamo in primis che Delneri è un ex blucerchiato e quindi già non va bene, poi è un fanatico del 4-4-2, spero che il Genoa si salvi, perché non credo ci si possa aspettare di più. A parte gli scherzi, non è che Delneri non mi vada, credo sia un  bravo allenatore, non credo sia stata poi una cattiva scelta.

Quindi non crede che con Delneri il Genoa possa fare il salto di qualità che innanzitutto Preziosi e tutti noi ci aspettiamo?

No, se non mettono qualcuno a centrocampo in grado di pensare alla squadra, in grado di fare girare la palla, è una squadra che corre tanto, ma al momento con la velocità di un dromedario.

Chi potrebbe secondo lei far comodo al Genoa da comprare nel mercato di Gennaio?

Pirlo.

Bè ottima scelta, ma rimanendo su giocatori alla portata del Genoa, diciamo, che potrebbero arrivare davvero senza scomodare anche Messi e Ronaldo?

Viviani del Padova, è un giovane promettente, è un giocatore che fa girare bene la palla a centrocampo.

Luana Ambrico

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