Francesco Mortola: «Domenica voglio vedere un Genoa cattivo»

La vittoria di Verona alimenta ancor di più le speranze di salvezza del Grifone, ma adesso bisogna pensare alla sfida di domenica al Ferraris contro il Pescara. La squadra di Bucchi ha dimostrato di vendere cara la pelle e non far sconti a nessuno, e il Genoa dovrà giocare come nel secondo tempo di ieri. […]

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La vittoria di Verona alimenta ancor di più le speranze di salvezza del Grifone, ma adesso bisogna pensare alla sfida di domenica al Ferraris contro il Pescara. La squadra di Bucchi ha dimostrato di vendere cara la pelle e non far sconti a nessuno, e il Genoa dovrà giocare come nel secondo tempo di ieri. Pianetagenoa1893.net ha intervistato Francesco Mortola, tifoso rossoblù, giornalista di Mediaset e ospite fisso di Gradinata Nord, in onda ogni lunedì sera su Primocanale Sport.

Mortola partiamo dalla vittoria di ieri, si aspettava un Genoa corsaro?

Non mi aspettavo i tre punti, pensavo un pareggio. Quello che mi è piaciuto della gara di ieri è stato il secondo tempo, perché si è visto che hanno provato a fare qualcosa di più, e già questa è una notizia.

Dalle sue parole il Genoa visto a Verona non lo ha convinto fino in fondo?

Naturalmente sono contento per i tre punti e per il gol arrivato da un calcio d’angolo. Però ci sono due cose da valutare due cose, la prima è questa: sul risultato di una a zero abbiamo rischiato di subire un gol su corner, perché la difesa è rimasta ha guardare, compreso Frey, rischiando di compromettere la serie A. Non mi riesco a dare una spiegazione di questo errore, perchè i giocatori si allenano ogni giorno.

Che partita si aspetta domenica?

Voglio vedere una squadra con il sangue agli occhi, come se giocasse contro la Juventus. La squadra di Bucchi farà la partita che ha fatto a Roma, bisogna vincere con intelligenza, senza scoprirsi, se si va in vantaggio bisogna giocare con tranquillità senza aver l’ansia di fare il secondo gol. E in più sarà fondamentale vincere con almeno tre reti di differenza.

Vincere con tre reti di scarto garantirebbe un vantaggio maggiore al Grifone nei confronti del Palermo.

Esatto. Attualmente il Palermo ha una differenza reti migliore di due punti rispetto a quella del Grifone. Domenica se dovesse arrivare una vittoria per tre a zero, il Grifone sarebbe salvo, perché a parità di punti con i rosanero, ma con una differenza reti migliore, il Genoa si garantirebbe la serie A per un altro anno.

In settimana dopo lo scontro tra Matuzalem e Tozser si è tornati a parlare di uno spogliatoio poco coeso. Lei crede che all’interno di questo gruppo ci siano giocatori che non diano tutto per la causa rossoblù?

Io penso che lo spogliatoio non sia unitissimo, però tre quarti di esso si vuole salvare. In questi casi ci vorrebbe la mano della società, però al momento questo non accade. I risultati che arrivano sono sempre figli di una brutta gestione societaria. 

A fine stagione si prospetta un cambiamento radicale all’interno della società rossoblù, con un Fabrizio Preziosi sempre più  presente.

Io me lo auguro. Il mio sogno sarebbe vedere Fabrizio gestire al 100% il Genoa, spalleggiato da suo padre, però libero di prendere le decisioni. Enrico ha dimostrato negli ultimi due anni si non saper scegliere la cosa giusta.

Tornando a domenica, cosa vorrebbe vedere. Un Genoa ad un punta con Borriello e Bertolacci, oppure un 3 -5-2, con due attaccanti puri?

Prima di tutto non voglio vedere esperimenti come contro l’Atalanta. Mi aspetto un Bertolacci dietro a Borriello, con un centrocampo a cinque che in fase difensiva diventa a sei, chiave delle vittorie di Ballardini nella prima parte del suo mandato, perché le partite si vincono a centrocampo.

Per lo sprint salvezza è corsa a due, oppure il Siena può ancora dare fastidio?

Siena è fuori a causa del calendario troppo difficile. Se il Genoa fa i punti che deve fare può farcela tranquillamente.

Ha in mente una tabella?

Certamente. Bisogna fare 3 punti contro il Pescara,  e quattro tra Inter e Bologna, mentre a Torino ci può stare perdere. Credo che per i rosanero non ci sia scampo, perché hanno la Juventus, contro la quale può pareggiare, ma dopo ha Udinese e Firoentina, in lotta per l’Europa che conta, infine chiuderà la stagione contro il Parma, nel calcio tutto è possibile, ma per il Palermo sarà un finale durissimo.

Alessandro Casu

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