GRIFO D’ATTACCO – Pure il Var soffre psicologicamente…

Pianetagenoa1893.net incontra il direttore Beppe Nuti

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Genoa Lapadula Piatek Sandro

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Il Genoa viene eliminato dalla Coppa Italia dalla Juventus con un 2-0 a Torino. Ballardini può consolarsi con il debutto di Giuseppe Rossi con la maglia del Grifone. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, direttore artistico e responsabile dello sport di Antennablu, nella 66ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Che opinione si è fatto di Juventus-Genoa di Coppa Italia? «Il Genoa ha onorato la competizione attraverso una partita dignitosa, culminata con un buon secondo tempo. La Juventus non ha stravinto. Conferme per Omeonga, Rossettini, Lamanna e Galabinov, male invece Lazovic: indisponente e con la testa altrove. Ballardini ha fatto bene a complimentarsi con la squadra a fine gara anche perché dall’altra parte c’era una squadra completa in ogni reparto. E’ stato un esame importante per capire le evoluzioni future del Genoa».

E sull’episodio Var a dieci minuti dal termine? «L’arbitro ha deciso due volte, prima fischiando il rigore, poi correggendolo con il Var. La Juventus non ha bisogno di queste cose perché diventa antipatica suo malgrado. Ieri sera abbiamo capito che pure il Var è soggetto alla sudditanza psicologica».

Il calcio ha applaudito all’unanimità il ritorno di Giuseppe Rossi. «Mi è piaciuto molto il suo ingresso, ha mostrato grande personalità con quel tiro potente dalla distanza: ha gamba e credo che Ballardini lo convocherà anche contro il Benevento, sebbene il titolare sarà Lapadula. Rossi è una grossa risorsa per il Genoa».

Domenica il Benevento, la squadra peggiore della storia della Serie A. Quali sono i principali pericoli? «C’è solo un risultato: la vittoria. Ballardini, che avrà un ruolo fondamentale, farà capire l’importanza dell’avversario: è pur sempre una squadra di Serie A da non sottovalutare come fatto in passato con Carpi e Alessandria. Il Genoa dovrà partire forte ma senza frenesia di far gol: la partita dura più di novanta minuti, ci vorrà serenità. La differenza la farà Taarabt e lo spazio che sa creare per gli inserimenti dei centrocampisti».

Alessandro Legnazzi, Beppe Nuti

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