GRIFO D’ATTACCO – Genoa, ko indolore ma Schöne resta un mistero

L'ex Ajax ha qualità eccelse ma nel contesto rossoblù fatica senza l'aiuto di palleggiatori

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Il Genoa si arrende a una Juventus che corre verso il nono scudetto consecutivo: finisce 3-1 a Marassi. Tre reti d’autore piegano la resistenza organizzata da mister Nicola. Parleremo del momento rossoblù con Beppe Nuti, giornalista di Telenord, nella 168ª puntata della rubrica di Pianetagenoa1893.net “Grifo d’Attacco”.

Genoa-Juventus, partita da archiviare senza dolore? «Sì, sono altre le partite che il Grifo non deve sbagliare. Rispetto alla partita dell’anno scorso la Juventus vive una situazione profondamente diversa che la costringe a non fare ragali. Il Genoa ha provato a fare del suo meglio: c’è riuscito soprattutto nel primo tempo quando ha concesso poco a una squadra di cannibali. Poi Dybala, Cristiano Ronaldo e Douglas Costa hanno dipinto tre capolavori cui affianco anche la perla di Pinamonti: controllo, interno e sinistro fulminante».

A proposito di Pinamonti, molti addetti ai lavori ne parlano un gran bene. «Ha classe e potenza. Deve completare il suo percorso di crescita visto che è appena alla seconda stagione in Serie A ma il talento è indiscutibile. Pinamonti può fare la prima punta assieme a Iago Falque o Sanabria: sono coppie con caratteristiche integrate che spero di vedere spesso nelle prossime partite».

Chi sale e chi scende nel termometro della condizione? «Romero in crescita, meno distratto del solito. Positiva anche la prova di Behrami, giocatore fondamentale per l’equilibrio del Genoa. Ancora in ombra Favilli, Soumaoro è decisamente lontano dallo standard messo in mostra prima dello stop, male anche Schöne che resta il solito “mistero”. Il danese ha qualità eccelse ma nel contesto rossoblù fatica a costruire gioco senza palleggiatori al suo fianco come l’anno scorso lo erano Van De Beek e De Jong all’Ajax».

Domenica trasferta contro l’Udinese. «Sono loro i bianconeri contro cui fare risultato. Sarà una gara difficile per il Genoa perché l’Udinese ha perso contro la super Atalanta solo a causa di reti bellissime. I friulani hanno fisicità (che Nicola deve contrastare) e hanno ritrovato la vena realizzativa di Lasagna. Sarà il primo banco di prova per il Grifone dopo quasi trecento minuti giocati».

Alessandro Legnazzi | Beppe Nuti

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