Il Parma, Del Piero e la numero 10: ecco la Lapadula-story

Era il novembre 2015: Gianluca era in vetta alla classifica marcatori di Serie B e si raccontò a tutto tondo alla Gazzetta dello Sport

159
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

[tps_title]Tra Oddo e Willy Wallace[/tps_title]

Risponde alle domande con orgoglio, Gianluca, che ammira Willy Wallace per la tenacia e ringrazia sempre i suoi genitori per gli sforzi compiuti. Suo padre è un fioraio pugliese che aveva aperto un’attività a Torino (“Io al massimo so fare le consegne”, scherza l’attaccante), sua madre è peruviana e proprio grazie a questo il ct Ricardo Gareca aveva provato a convincere Gianluca a scegliere la nazionale blanquirroja. Altri ringraziamenti vanno a Massimo Oddo (“Gli sono riconoscente, grazie a lui mi muovo meglio senza palla, attacco la profondità e la palla mi arriva. Non avevo mai fatto la prima punta, la boa, ma ora mi riesce bene”) e a due figure come Guidolin e Bortoluzzi. Lo hanno seguito nella Primavera del Parma, lo hanno portato in un ritiro invernale a Malta, hanno contribuito sensibilmente a fare di Gianluca una punta abile e forte. Così come gli altri allenatori che l’hanno forgiato col passare degli anni: Vivarini, Apolloni, Campedelli, Petrone, De Patre. E Sebastiani, il patron del Pescara: “Dopo la firma del contratto, a Milano, mi consegnò la maglia numero 10. Un regalo meraviglioso.

Gianluca Lapadula (Getty Images)
Gianluca Lapadula (Getty Images)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.