Un viaggio dalle origini ad oggi nelle statistiche applicate al calcio

Inaugurato stasera il ciclo di conferenze "Scienze e Sport” al Palazzo Imperiale di Genova organizzato dagli “Amici del Festival della Scienza” in collaborazione con il Genoa e la Fondazione Genoa

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Un viaggio dalle origini ad oggi nelle statistiche applicate al calcio. E’ stato l’argomento dell’inaugurazione del ciclo di conferenze “Scienze e Sport” al Palazzo Imperiale di Genova organizzato dagli “Amici del Festival della Scienza” in collaborazione con il Genoa e la Fondazione Genoa 1893 nel percorso di avvicinamento al Festival 2018, che si tiene nell’anno in cui il club più antico d’Italia compie 125 anni. A fare gli onori di casa con brevi introduzioni Tonino Bettanini, che si occupa del coordinamento della comunicazione per i 125 anni del Genoa, e Luciana Del Giudice, presidente dell’associazione “Amici del Festival della Scienza”. Presente per la Fondazione Genoa il reggente Giorgio Guerello.

Il tema della prima serata “Un calcio alle statistiche: come i numeri cambiano l’analisi e il racconto del football” è stato affrontato dal giornalista Raffaele Mastrolonardo, esperto di data journalism. Il viaggio intrapreso da Mastrolonardo è iniziato dai priomordi: “Le statistiche nel calcio esistono da sempre con le classifiche che, sia pur limitate ai punti e ai gol fatti e subiti, forniscono un primo quadro sull’andamento dei tornei”. Il padre delle statistiche introdotte in modo meticoloso nel football è l’inglese Charles Reep: calcolò che solo il 50% dei passaggi poteva essere completato, mentre il numero dei tiri in porta dopo soltanto tre passaggi erano davvero pochi. La materia restava però molto complessa, a causa dell’enorme mole di dati e non riusciva a fare breccia nel club.

Da Reep si arriva ai giorni nostri, dove le statistiche nel calcio hanno ormai assunto un ruolo importante come in altre discipline sportive come il basket e il baseball. Si assiste a una cospicua fioritura di siti che forniscono, in gran parte in modo gratuito i dati sugli incontri, sulle squadre, sui tornei e sui singoli giocatori: per citarne alcuni, Opta, Panini Digital, Four Four Two e Footballdata.co.uk. Questa particolare branca scientifica ha catturato l’interesse di numerosi club: ad esempio, la squadra danese del Mittyland ha una propria sezione dedicata agli studi statistici. “Un problema del calcio – ha spiegato Mastrolonardo – è il numero basso di segnature rispetto ad altri sport di squadra: in serie A la media è di una rete ogni 35 minuti, pari a 2,6 per partita. Da un evento raro, entra in gioco l’elemento della casualità nelle vittoria. Non solo: si tira ogni tre minuti, ma un tiro nello specchio della porta avversaria arriva ogni 10 minuti”.

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