Stavolta i cambi di Ballardini non hanno funzionato

Il tecnico di Lugo ha sempre una puntuale lettura della partita ma contro il Milan non è riuscito a fare la differenza attraverso le sostituzioni

60
Chiarimento tra Bertolacci e Ballardini (foto di Genoa CFC Tanopress)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Ballardini l’aveva pensata nel modo giusto ma a differenza delle volte precedenti non ha inciso con le sostituzioni. Per la prima volta il Genoa ha patito l’assenza di un vice Bertolacci (Veloso non era nemmeno convocato) nell’ultimo quarto d’ora quando il centrocampista romano non ne aveva più. Ha corso tantissimo, Bertolacci: tanto, veloce e bene. Una prestazione importante contro la squadra che detiene il suo cartellino e che in estate gli ha preferito Biglia e Kessie. Peccato perché non è stato da meno rispetto ai suoi colleghi rossoneri.

Brucia, fa male, è una sensazione strana. Tipica da Genoa, dicono i rossoblù più datati. Atipico per il Genoa di Ballardini che aveva abituato a degli ottimi finali di partita, due dei quali ricchi di punti a Verona e Roma. Non può andare sempre bene, talvolta la difesa a oltranza strema mentalmente i calciatori: ecco perché sarebbe opportuno che il tecnico di Lugo armi il Grifo di un secondo equipaggiamento da giocare a gara in corso. Tuttavia, è un’operazione solo facile a parole e meno nei fatti perché la panchina del Genoa è poco elastica, nel senso che le riserve sono per lo più doppioni tecnici di chi è in campo.

Ballardini è un allenatore ancora lucido e capace di cambiare l’inerzia del match attraverso le sostituzioni. Non ci è riuscito a Bologna e contro il Milan e parte del demerito, naturalmente, va condiviso con chi subentra sornione: Bessa, ad esempio, al 92′ tentava un colpo di tacco nella metà campo Milan anziché difendere la palla, subire fallo e giocare con il cronometro. Ballardini deve estrarre il caviale dalle acciughe facendo un piatto prelibato con ingredienti di base. Non è impossibile, questo Genoa può giocare meglio e ha l’obbligo di (provare a) migliorare soprattutto nelle prossime partite al Ferraris. Però guai a pensare che a Napoli sarà una gita di primavera.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.