Medeiros, la differenza la fanno le mezze posizioni

Il talento del portoghese del Genoa è uscito con tempismo: gol contro Cagliari ed Hellas Verona, assist nella gara interna con il Crotone

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Iuri Medeiros in gol (foto di Genoa CFC Tanopress)

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Le mezze posizioni fanno la differenza. Lo professa con convinzione un cultore della disciplina come Adani: tra le linee è il talento a decidere le partite in favore della propria squadra. Un uomo come Medeiros, ad esempio, ha fatto le recenti fortune del Genoa. E’ arrivato in inverno, tra le brume di gennaio e senza troppi clamori, in una Genova rossoblù ancora presa dallo spauracchio retrocessione. Mentre Ballardini ricostruiva mattone per mattone la casa demolita, Medeiros prendeva confidenza con il calcio italiano. Un progressivo innamoramento, una lenta scoperta del connubio con la Serie A.

L’impatto, solitamente complicato per i portoghesi, è stato ammorbidito da Veloso, il grande regista del suo arrivo sotto la Lanterna, e Pedro Pereira. Iuri da fuori sembra un tipo timido, che apprezza i tratti più semplici della vita. Quei dentoni che gli spuntano quando sorride lo rendono simpatico. In campo, poi, ha fatto la differenza contro Cagliari, Crotone ed Hellas Verona. Gol, assist, gol. Per non farsi mancare nulla e per confermare che le mezze posizioni, se interpretate nel modo più corretto, fanno la differenza.

Il talento di Medeiros è uscito con tempismo. Quando il Genoa ha avuto bisogno di qualità negli ultimi ventidue metri Ballardini ha scelto il portoghese delle Azzorre. Iuri è un’ala-seconda punta, un ruolo ibrido, che complica la vita ai grafici delle formazioni e ai difendenti avversari, privi di un riferimento. Nelle partite che lo hanno visto protagonista Medeiros ha gravitato attorno a Lapadula e Galabinov, scompaginando le marcature con tecnica, tempi e movimenti giusti. La somma fa il calcio. Medeiros, ispirandolo tra le linee, ha reso più velenoso il Genoa in area di rigore, con più tiri effettuati e punizioni guadagnate. Tutto normale – ma non scontato nell’esasperazione tattica all’italiana – per un uomo abituato a fare la differenza occupando una mezza posizione.

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