La centralità dell’area di rigore

Contro il Milan Spolli ha commesso un errore di lettura sul cross di Suso: il pericolo imminente non era Romagnoli, bensì André Silva

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Azione in area con colpo di testa di Galabinov (Foto Paolo Rattini/Getty Images)
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Se nelle partite regna l’equilibrio diventano decisive le aree di rigore. É una delle tanti consuetudini del gioco del calcio che domenica scorsa ha fatto male al Genoa. Un piccolo patrimonio difeso per 93’58”, quanto non è bastato per incassare un meritato punto. Per soli due secondi la squadra di Ballardini non ha scongiurato la fuga del Milan al sesto posto in classifica con sorpasso sulla Sampdoria. Un rammarico che i giocatori rossoblù non hanno nascosto nei canali che compongono l’arcipelago social. Da Rigoni a Zukanovic, il malcontento per la beffa in extremis è tangibile e, soprattutto, comprensibile.

Una squadra vera, come ha dimostrato di esserlo il Genoa, reagisce prontamente alle sconfitta. É successo a Firenze dopo il ko con l’Atalanta e lo stesso può dirsi con il tris di vittorie dopo la doppia caduta con Juventus e Udinese. Con Ballardini la crisi è passeggera. Un punto contro il Milan avrebbe ridato grande fiducia allo spogliatoio del Grifone che adesso vede nel Napoli il riscatto. La squadra di Sarri non ha vinto le ultime due di campionato ma sembra che perda da due anni, alla luce delle critiche: la verità è che il Napoli ha corso per molti mesi a una velocità a tratti disumana.

Al San Paolo la cura dei dettagli aiuterà il verificarsi di un risultato prestigioso. Lo stile di gioco del Genoa, con una forte impronta difensivista, taglia gli spazi che di solito Callejon utilizza per presentarsi da solo di fronte al portiere; tanto meno agevola le verticalizzazioni dei centrocampisti. La difesa rossoblù è chiamata a un lavoro dispendioso per evitare errori come quello commesso da Spolli contro il Milan. Sul cross di Suso il Flaco continuava a marcare Romagnoli intuendo tardivamente che il pericolo imminente fosse André Silva. Il portoghese colpiva indisturbato al 93’58” rompendo così l’equilibrio grazie a una giocata nel cuore dell’area di rigore, il baricentro delle gare in bilico.

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