Il percorso che unisce Ballardini e Allegri

La ristrutturazione della fase difensiva accomuna il tecnico del Genoa, sacchiano doc, all'allenatore della Juventus, più trapattoniano

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Ballardini e Allegri hanno percorso lo stesso sentiero per raggiungere obiettivi diversi. Entrambi, il ravennate e il livornese, hanno ristrutturato la fase difensiva. Il Genoa lo ha fatto per salvarsi, la Juventus per accorciare il distacco dal Napoli capolista. I posizionamenti delle retroguardie sono leggermenti diversi: Ballardini abbassa gli esterni formando una linea a cinque, in fase di non possesso Allegri passa a quattro abbassando all’occorrenza uno dei terzini spintosi sulla linea dei centrocampisti. Una buona fase difensiva aiuta la squadra, quindi le prestazioni e la classifica. Se prendo meno gol, tutto funziona: l’allenatore italiano ragiona così, soprattutto se subentra a campionato in corso. E’ una logica locale, un pò retrograda ed esteticamente poco appagante, ma comunque efficace nelle emergenze.

Il Genoa è migliorato tanto nelle ultime due uscite. Rispetto al derby il Grifone di Ballardini è una squadra con il cervello attivo: difende con ordine, non cerca a tutti i costi l’uomo-contro-uomo (sono in calo gli indicatori di falli e ammonizioni), crossa di meno e verticalizza di più. Il Genoa crescerà ancora se il nuovo allenatore esorcizzerà la paura di perdere. E per questo c’è un solo rimedio: fare risultati. Un punto contro la Roma, ad esempio, genera più entusiasmo nello spogliatoio di dieci sconfitte con buone prestazioni. Molte volte Juric si giustificava dicendo: «Non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi, oggi hanno giocato bene». Sono dichiarazioni che aiutano una volta, poi si corre il rischio di cadere nella falsità preconfezionata.

Domani il Genoa incontrerà di nuovo il Crotone in Coppa Italia. Il velo dello scarso appeal della partita si squarcia con l’intrinseca utilità del risultato: è vero, la Juventus aspetta agli ottavi di finale ma la qualificazione servirà a entrambe le squadre. Al Grifo per confermare l’1-0 dello Scida di metà novembre, a Nicola per deporre sull’estemporaneità di quel risultato. Genoa-Crotone servirà a mister Ballardini perché non vorrà subire gol raccogliendo un altro elemento di prova sulla bontà del percorso intrapreso, in parallelo, assieme ad Allegri.

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