Ecco Giada Abate, fiore all’occhiello del Genoa femminile

Centrocampista, classe 2003, è stata convocata in Nazionale Under 16. E il suo tecnico giura: "Potrebbe reggere il confronto coi maschi"

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La ragazze del Genoa (Foto Genoa cfc)
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E’ ormai da tre le stagioni che Giada Abate presta il suo talento al Genoa: capitano della squadra Juniores, ora per la giovane campionessa si aprono pure le porte della Nazionale. Già normalmente sarebbe un evento da celebrare, pensate che si tratta di una classe 2003 (e dunque sottoleva rispetto ai coetanei) e che metterà piede per la sua seconda volta in carriera nelle strutture dove si allenerà la Nazionale Under 16 femminile. La prima esperienza, peraltro, Giada l’aveva potuta vantare insieme ad un’altra compagna di club come la centrocampista Alessandra Massa. Un risultato a cui dar spazio, visto che l’estenuante vita sul campo (tre allenamenti a settimana e due partite nei weekend) è controbilanciata dall’eccellente media scolastica di Giada: mai un voto sotto la sufficienza, esempio da seguire per tutte le altre ragazze che costituiranno il futuro del Genoa femminile. Ora, la Abate trascorrerà sei giorni presso il ritiro dell’Acqua Acetosa, con la Lanterna fissa in testa e un futuro di certo avvenire.

Questo essenzialmente perché Giada non gioca soltanto nella formazione Juniores, della quale appunto è capitano, ma si presta pure alle Giovanissime in campionato. Mette il massimo in ogni contesto, sia che si giochi in otto, che in nove, che in undici. E’ l’orgoglio della cantera femminile del Grifone, centrocampista box to box abile nella fase d’interdizione ma pure nel far ripartire l’azione. Tutte doti confermate dal suo allenatore, Luca De Guglielmi:Giada è una ragazza seria, solare, più matura dei suoi 14 anni. E’ attaccatissima alla maglia del Genoa, l’impegno è sempre fuori discussione. Sa leggere le partite e non si tira indietro nei momenti di difficoltà tirando il gruppo. A livello muscolare potrebbe reggere il confronto con i maschi“. La diretta interessata preferisce però dar risalto alla squadra piuttosto che alla sua individualità:E’ una bella responsabilità, oltre che un divertimento, indossare la maglia del Genoa e portare la fascia di un club così”.

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