Ballardini nel 2013: “Ho visto la Nord e mi sono commosso”

Quattro anni fa il tecnico ravennate si confessava a Primocanale: "Mi piace molto la città"

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Davide Ballardini (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
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Martedì 5 febbraio 2013 è uno di quei giorni che saranno quasi certamente passati sotto gli occhi di tutti senza particolar rilevanza. Eppure due giorni prima era domenica e al Ferraris era trascorsa una di quelle giornate che raramente si dimenticano. Vuoi per la portata di un 3-2 contro la Lazio, vuoi perché il Genoa non vinceva da quasi un mese e si era appena chiusa di scatto la porta che aveva accompagnato Gigi Delneri verso l’esonero. Davide Ballardini, che in tutto questo aveva raccolto il testimone in corsa, nuovamente da subentrato dopo aver già salvato capra e cavoli nel 2011, si era presentato con la semplicità tipica di un contadino romagnolo. Lui, patito per difesa a quattro e rombo a centrocampo, si era dovuto arrangiare con quello che la casa metteva a disposizione: quando prese il posto di Gasperini abbozzò un 4-4-2 scolastico ma efficace, adatto a chi non vuole osare ma è costretto per forza di cose a non prenderle prima di ogni altra cosa. A distanza di due anni, stavolta, via col 3-5-2: difesa arcigna (tre corazzieri come Granqvist, Portanova e Manfredini), centrocampo solido (Rossi-Matuzalém-Kucka), due cursori timidi come Cassani e Moretti, un ex mediano (Bertolacci) avanzato a spalla di Marco Borriello.

Il Genoa aveva vinto, il 3 febbraio, sconfiggendo all’ultimo secondo la Lazio grazie ad un colpo di testa assestato da Marco Rigoni. Ballardini, che era solito celare le sue emozioni dietro gli occhiali da sole, non seppe trattenersi. “I ragazzi ieri hanno dato tutto e il pubblico ci ha sostenuto alla grande, poi ho guardato la Gradinata Nord e dietro gli occhiali mi sono commosso” era stato il commento dello stesso tecnico a Primocanale Sport. Un legame incredibile si era appena creato, complici i gran bei momenti vissuti nel 2011 e la passione di un’ambiente come quello rossoblù, da sempre attento a ricompensare generosamente chi vuole bene al Genoa. “Mi è capitato di andare a cena con Don Gallo e altri genovesi famosi” aveva continuato Balla: “Sono un tipo timido, non certo un chiacchierone, ma mi sono trovato sempre molto bene. Mi piace molto la città, mi trovo molto bene, ci sono tante persone perbene che ti fanno sentire a mio agio”. Dietro quegli occhiali da sole, la pacatezza propria di un uomo abituato al clima disteso sulle rive dell’Adriatico. Nel cuore di quel tecnico, la passionalità tipica delle onde increspate del mar Ligure. In tutto questo, una certezza: Davide Ballardini vuole bene al Genoa.

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