Alla scoperta di Iuri Medeiros, il mancino delle Azzorre

Il portoghese ricopre la stessa zona di campo e con le stesse movenze di Suso: la differenza sta nella qualità della finalizzazione e dell'assist

114
Iuri Medeiros in azione con l'U21 (Photo by Matej Divizna/Getty Images)
Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.

Se Antonio Tabucchi facilitava la presentazione di Pedro Pereira con il suo romanzo ‘Sostiene Pereira’, lo stesso autore può essere citato per Iuri Medeiros. Nato a Horta, sull’isola di Faial dove Tabucchi ambientò ‘Donna di Porto Pim’, uno degli omaggi alle Azzorre in una riuscitissima collana di racconti. Medeiros è quindi isolano come Cristiano Ronaldo e come tutti gli isolani del Portogallo parla un portoghese fortemente influenzato dal dialetto locale. Non sarà così impossibile immaginare Medeiros e Pereira vivere di concerto i primi giorni al Genoa, trascorrendo tanto tempo assieme per farsi conoscere dallo spogliatoio rossoblù. Sono loro i rinforzi invernali del Grifone.

Medeiros resterà a Genova per diciotto mesi, stage identico a Pereira. Dovranno convincere la dirigenza genoana a esercitare il diritto di riscatto prima di potersi dire a tutti gli effetti giocatori del Grifo. Intanto lo studiano da lontano, Medeiros viene da un club portoghese glorioso come lo Sporting Lisbona, telescopio capace di scovare talenti in ogni angolo del mondo. Già ma quali sono le caratteristiche tecniche di Madeiros?

Stilisticamente ricorda Pierre Littbarski, grande giocatore della Germania dell’Ovest che vanta tre finali Mondiali. Il tedesco incurvava le gambe in maniera quasi innaturale per compiere i dribbling, Medeiros fa lo stesso con le spalle, adducendo le scapole per trovare la propulsione buttando il corpo in avanti. La zona di campo del portoghese classe ’94 è identica a quella di Suso: ala destra che rientra sul mancino in prossimità dell’area di rigore, con la differenza di qualità di piede rispetto al poeta andaluso. Con Medeiros il Genoa si è assicurato un battitore di calci d’angolo e punizioni (dal limite è quasi una sentenza scritta): bravo nell’ultimo passaggio, deve migliorare parecchio la finalizzazione dentro l’area di rigore. Nell’attuale 5-3-2 di Ballardini troverebbe collocazione solo dietro la prima punta, come faceva Suso con Pavoletti quando Gasperini derogava il suo modulo prediletto.

Accetta i marketing-cookies per visualizzare questo contenuto.