Federsupporter: il problema del calcio non è la pandemia in corso ma «i pregiudizi nei confronti della Lazio, del suo Presidente e dei tifosi»

Il presidente Alfredo Parisi: «Le recenti dichiarazioni del Dr. Diaconale, veicolate su Facebook, suscitano perplessità, sia nei contenuti, sia nelle modalità utilizzate (i social) da chi riveste nella Società una dichiarata funzione istituzionale (Responsabile della comunicazione della Lazio)»

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Le recenti dichiarazioni del Dr. Diaconale, veicolate su Facebook, suscitano perplessità, sia nei contenuti, sia nelle modalità utilizzate (i social) da chi riveste nella Società una dichiarata funzione istituzionale (Responsabile della comunicazione della Lazio).

Non risulta che tra le fonti informative della comunicazione istituzionale di una società, per di più quotata in Borsa, esista Facebook.

Tutte le informazioni, ed in particolare quelle price sensitive, devono risultare da comunicati ufficiali e da news, regolarmente, riportate nel sito ufficiale della Società.

Una modalità di interlocuzione, quella usata dal Dr. Diaconale, di natura strettamente personale che, se non gestita in modo quanto più semplice, può essere causa di una dialettica violenta nell’uso delle parole, dettata dall’istantaneità delle risposte tipiche di una piattaforma social.

E’ un batti e ribatti nel quale non può essere coinvolta la Società ed i suoi rappresentanti, ma che su questi si estende con un effetto alone facilmente comprensibile e dannoso.

Sui contenuti, nel ringraziare, come tifoso, il Dr. Diaconale dell’attenzione rivolta ai tifosi della Lazio, mi permetto soltanto di richiamare l’attenzione su alcuni passaggi che riguardano da un lato il coinvolgimento di una Istituzione dello Stato (il Ministro dello Sport) in un giudizio che, mi auguro, sia soltanto il frutto di un pensiero individuale e non quello di una fonte ufficiale societaria.

Dall’altro un generico atto d’accusa nei confronti di un sistema calcio in cui impera una “vulgata politicamente corretta e frutto di interessi precisi che tende a dipingere sempre e comunque Lotito come…… una sorta di diavolo del calcio nazionale”.

Un sistema calcio gestito da “potenti per eredità, censo o grande presenza mediatica..“ contro i quali si scaglia un moderno Lancillotto.

Un generico atto d’accusa tanto più pericoloso quanto più generico.

Al di là di qualsiasi considerazione di opportunità sulle dichiarazioni del Responsabile della comunicazione della Lazio, ritengo che le espressioni usate costituiscano una palese violazione degli artt. 2, 2° comma e 6, 2° e 3° comma del Codice di Giustizia sportiva, comportanti una segnalazione alla Procura Federale per i conseguenti accertamenti in fatto ed in diritto.

Un’ultima considerazione riguarda i tifosi della Lazio nei cui confronti il Dr. Diaconale si impegna e a difesa dei quali è stata innescata la diatriba su Facebook.

Forse “l’esperienza ormai  quadriennale nel mondo calcistico..” dichiarata dal  Dr. Diaconale non gli ha permesso di recuperare i giudizi espressi dal Presidente della Lazio, sia nel corso della sua audizione del 28 giugno 2017 alla Commissione Parlamentare Antimafia , sia di alcune  lapidarie dichiarazioni del dicembre 2016  sui tifosi “I tifosi devono fare i tifosi. Il tifoso deve pensare a seguire la partita”, “I tifosi devono capire che la società è mia, non di tutti, perciò la gestisco come credo”.

E, sempre sull’interesse per i tifosi, va richiamata la tombale decisione della Cassazione (V Sezione Penale, sentenza 4 luglio/30 dicembre 2013) che ha testualmente riconosciuto come l’attuale Presidente abbia ordito nel 2005 “un complesso disegno criminoso” …… per impedire che un consistente pacchetto di azioni andasse sul mercato e quindi potesse sfuggire al suo controllo, con conseguente grave danno per i tifosi, piccoli azionisti.

Alfredo Parisi

Presidente Federsupporter

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