ESCLUSIVA Pianetagenoa, Luca Antonini: “Genoa, un giorno ritornerò. Che emozione quel gol alla Juve…”

L'ex terzino: "Aiutai da genovese i genovesi alluvionati nell'ottobre del 2014"

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Luca Antonini, dopo il gol alla Juventus (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
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Una palla che rotola. Stanca. Come se a spingerla in rete fosse stato un soffio proveniente dalla Nord. Quella palla che attraversava la linea bianca del gol batteva la Juventus in una partita tanto agonica quanto epica. Il marcatore era Luca Antonini, un calciatore venuto da lontano, in carriera come in quell’azione per calciare il pallone della vittoria. Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva l’ex terzino del Genoa.

È arrivato il momento di chiudere con il calcio giocato…Il calcio farà parte della mia vita ancora per tanto tempo perché tolgo i panni del calciatore per iniziare la carriera da allenatore del settore giovanile del Prato“.

Tra i genoani ha lasciato uno splendido ricordo. Lei, invece, che cos’ha lasciato a Genova?Il cuore, nel senso che sono stato benissimo. Una tifoseria che mi ha lasciato tanto dentro e con la quale ho ancora ottimi rapporti. Loro mi amano, io li amo ancora“.

Tornerà al Genoa?Sicuramente sì, allenare il Genoa sarebbe un grande motivo d’orgoglio, significherebbe che sono andato in alto anche lavorando in panchina. Torneri molto volentieri al Ferraris, uno stadio che mi ha emozionato tantissimo“.

Il ricordo più bello in rossoblù?Ne ho due, addirittura, a Marassi. Il primo gol alla Sampdoria nel derby stravinto per 3-0 e poi quello alla Juventus. Quello ai campioni d’Italia fu strano perché quando la palla entrò in rete ci furono alcuni attimi di silenzio perché prima d’esultare mi accertai che la palla fosse entrata davvero: poi il boato dello stadio. La palla rimbalzò prima di calciare, non sapevo se stopparla“.

Luca Antonini, gol alla Juve (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Samporia, Fiorentina, Juventus. Le vittime dei suoi gol rossoblù se le sceglieva bene… “(ride, ndr) É vero, significa che quando segnavo, portavo dei punti pesanti alla causa del Grifone“.

Lei è stato un Angelo del Fango dell’alluvione dell’ottobre 2014. Che cosa la spinse a quel gesto così umano in un contesto così tragico?Ero da poco a Genova ma la città e i genoani mi furono particolarmente vicini nel momento dell’infortunio al ginocchio. Ero a casa per tre giorni liberi dopo la sospensione della partita quando vidi quelle immagini in tv: decisi assieme a mia moglie d’andare a vedere com’era la situazione. Giunti sul luogo non pensammo mimimamente d’andarcene. Un gesto semplice da cittadino genovese“.

Alessandro Legnazzi

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