ESCLUSIVA PG, ZIGONI: “Var? Come arbitro vorrei Gesù o Che Guevara”

"Rossi non fa al caso del Genoa, Galabinov è triste e per segnare di più deve inizare a sorridere" spiega l'ex attaccante rossoblù, appassionato di rugby

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Zigoni
Gianfranco Zigoni, suo il primo gol del Genoa al Cagliari in serie A
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Si allena tre volte a settimana per due ore «perché in Serie A ho visto dei brocchi». Vuole sapere la fede di chi lo intervista, non sia mai d’incontrare un giornalista doriano. Dio Zigo, pensaci tu. É il titolo della sua biografia scritta su carta nel 2003 ma potrebbe essere il titolo della risoluzione al problema del gol del Grifone. Pianetagenoa1893.net ha intervistato in esclusiva Gianfranco Zigoni.

Per quale ragione il Genoa fa pochi gol nonostante crei svariate occasioni in ogni partita? «Gli attaccanti a disposizione di Ballardini non sono mai stati grandi goleador nella loro carriera. Lapadula ha segnato tanto ma in Serie B, quest’anno è stato anche sfortunato dal punto di vista muscolare. Pandev è un rifinitore, l’ho visto ringiovanito di dieci anni: evidentemente è l’aria magica che si respira al Genoa. Detto questo, il Grifone non retrocederà; il mio sogno, però, resta sempre il decimo scudetto».

La migliore coppia d’attacco del Genoa è Pandev-Galabinov? «Sì, non vedo altre scelte: con gli equilibri dell’attuale campionato sono certo che mio figlio Gianmarco farebbe dieci gol. Galabinov ha la stessa faccia triste di Dzeko, se imparerà a sorridere di più in campo segnerà più gol: lo vedo poco in area di rigore, dovrebbe essere più cattivo perché ha un fisico bestiale».

Rossi è la speranza dell’attacco rossoblù? «I numerosi infortuni lo hanno distrutto, secondo me gioca con la paura di farsi male. Era un talento vero ma il destino non è stato dalla sua parte. Non so se fa al caso del Genoa, gli auguro tutto il bene perché è un ragazzo che stimo pur senza conoscerlo: dai suoi comportamenti si vede che è onesto e intelligente».

Su Lapadula si sono addensati dei dubbi tecnici per la categoria e tattici con Ballardini. «In Serie A non fa fatica, al Milan ha pur sempre segnato otto gol. Paradossalmente penso che sia un giocatore da grossa squadra, in area è un rapinatore nato e con grandi campioni al suo fianco andrebbe al tiro cento volte in un campionato. Non è da squadra che deve giocare con il coltello tra i denti, proprio come il Genoa di Ballardini».

Che valutazione ha del Var? «Come arbitro vorrei Gesù o Che Guevara, almeno se sbagliano lo fanno in buona fede. La tecnologia è positiva nel calcio ma deve essere uno strumento di giustizia uguale per tutti, ve lo dice uno che ha sempre avuto grande antipatia (in campo) per la categoria. E smettiamola di denigrare gli arbitri italiani, sono i migliori in Europa: non li scambierei mai con gli inglesi o i francesi».

Alessandro Legnazzi

Riproduzione dell’articolo consentita solo per estratto previa citazione della fonte: www.pianetagenoa1893.net

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