ESCLUSIVA PIANETAGENOA1893 – Beccantini: «Domani a Marassi ci sarà  una partita all’inglese»

Il celebre giornalista de La Stampa è convinto che Genoa-Juve sarà  una gara spettacolare con molte reti. Ammira il gioco di Gasperini e spera nel piazzamento meritato del Grifone in Champions: racconta come il papà  di Milanetto scelse il nome Omar

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Genoa-Juventus sfida all’inglese. Così la definisce Roberto Beccantini, giornalista de La Stampa, grande esperto e commentatore del nostro calcio, poiché ci sono tutti gli ingredienti per una gara vibrante con tanti gol. Il gioco spettacolare delle due squadre, lo stadio di Marassi gremito. In questa intervista esclusiva a Pianetagenoa1893.net il mitico Beck auspica una partita “cappa e spada” come fu il 2-2 del 1977: una grande sfida tra Trapattoni e Simoni. E spera anche che il Grifone conservi il quarto posto, conquistato meritatamente.

Cosa reputa interessante in modo particolare nel gioco praticato da Gasperini?

«Mi piace molto il gioco in attacco del Genoa. E’ come un piatto di spaghetti al dente: anzi al tridente».

Allude alle tre punte intercambiabili?

«Esatto. E anche al modo in cui Gasperini fa giocare la squadra».

Ci sono anche altri elementi che concorrono ai buoni risultati raggiunti dal Grifone?

«Sicuramente il tipo di manovra corale che disorienta gli avversari. A ciò bisogna aggiungere che la società ha azzeccato una serie di scelte importanti, se non addirittura cruciali, nel calciomercato come quella di Thiago Motta. Inoltre il Genoa sta esprimendo una serie di giovani interessanti e in più c’è un regista interessante come Milanetto. Ha una storia particolare il suo nome di battesimo».

Ce la racconta?

«Il papà lo chiamò Omar in onore del grande Sivori».

Quindi un cocktail vincente?

«Direi di più. Il Genoa è senza alcuna ombra di dubbio la sorpresa dell’anno ed occupa con pieno merito il quarto posto».

Il Grifone ha la quarta difesa del campionato: Bocchetti è stato chiamato in Nazionale e Criscito è titolare in Under 21. Potrebbero esserci altre convocazioni?

«E’ probabile visto che al giorno d’oggi non ci sono grandi difensori: il panorama internazionale offre davvero poco. Si può tranquillamente dire che purtroppo sta tramontando la generazione dei Cannavaro. Soprattutto se si pensa che l’oggetto del desiderio del mercato è Mexes, che è un buon difensore ma nulla di particolare. Vediamo dunque se Bocchetti e Criscito possano invece diventare dei fuoriclasse come il loro concittadino».

Visto che lei segue la Juventus da una vita, conosce molto bene Criscito?

«Certo. Ricordo che aveva cominciato bene in maglia bianconera: poi fu tramortito dalla doppietta di Totti un anno fa a Roma. Si perse in campo e la Juve lo perse: così tornò a Genova. Ma è stato solo un momento di appannamento: resta comunque un difensore molto interessante».

Domani la “sua” Juve affronta il Genoa: come vede questa “madre di tutte le partite”?

«Vedo una partita molto difficile per entrambe. L’unico difetto del Genoa per ora è quello di non aver ancora superato l’esame di maturità, ossia non è riuscito a fare risultato con le grandi squadre ad eccezione del Milan. Con la Roma all’Olimpico ha perso, a Marassi ha pareggiato con la Fiorentina e perso con l’Inter. Come ricorda Gasperini, la Juventus è stata l’unica grande che ha sempre battuto la formazione rossoblù da quando è tornata in serie A: tre partite giocate, tre vittorie».

Ma la squadra di Ranieri sembra che attraversi un periodo non facile?

«La Juventus è tutta nella partita contro il Chievo di domenica scorsa. Ha delle amnesie allucinanti, ma ha anche una ventina minuti di gioco da grande squadra. Poi c’è il fenomeno Grygera che ha sempre segnato contro il Genoa».

Gasperini non avrà Milito…

«E’un punto a suo sfavore: ma ha tante soluzioni da adottare. La partita sarà certamente molto aperta».

Come si dice nel vecchio Totocalcio, da tripla?

«Sì, poiché credo che sua una gara di tipo inglese, ossia veloce, rapida con tanti cambiamenti di fronte e molti gol. E’ possibile, visto il tipo di gioco delle squadre e la caldissima atmosfera dello stadio. C’è un precedente spettacolare tra le due squadre del 1977».

Anni d’oro per la Juve di Trapattoni…

«Era la squadra del record a 51 punti, quando la vittoria ne valeva 2. Il Genoa era allenato da Simoni. Finì 2-2: segnò prima Boninsegna, pareggiò Gritti, poi passò in vantaggio il Grifone con Damiani e chiuse il conto Bettega. Fu una partita da “cappa e spada”, fantastica».

Anche se Gasperini proprio su La Stampa stamattina ha dichiarato di non avere più rapporti con la Juventus, potrebbe comunque ipoteticamente essere allenare la Vecchia Signora?

«In Italia c’è poco coraggio. E’ chiaro che il salto da una squadra che lotta per la zona Uefa e la quarta piazza per la Champions a un’altra che storicamente deve lottare lo scudetto, se può condizionare un giocatore può anche influenzare molto un allenatore. Tanto più che quest’ultimo è schiavo delle scelte di mercato della società. Quindi la presunzione d’innocenza da salto troppo in alto vale anche per Gasperini. Certo, ci vorrebbe più coraggio e rischiare. Così dovrebbe fare forse anche la Juve. Ci sono casi celebri di rischi del passato: come ha fatto Berlusconi con Sacchi. Come fece, in un altro genere di calcio, Boniperti con Trapattoni nel 1976. Ribadisco che Gasperini, oltre che provenire dalla scuola Juve, per come sa far giocare il Genoa è un allenatore che seguo con grande simpatia e con grande fascino».

Tornando alla Juventus, è una squadra dura a morire?

«A questo proposito ricordo che l’anno scorso i bianconeri giocarono a Marassi dopo aver perso con la Fiorentina in casa 3-2. Gli esperti e soprattutto i tifosi erano molto preoccupati su come poteva reagire la squadra: reagì molto bene, vincendo per 2-0 con gol di Grygera e Trezeguet su passaggio del giocatore ceco. Stavolta arriva con un 3-3 casalingo che suona come una sconfitta dopo la vittoria ad Udine dell’Inter, che ha accentuato il distacco dalla vetta. E anche ora c’è delusione tra i sostenitori: ma la formazione di Ranieri sa reagire. Ogni due mesi la Juventus ha bisogno di rallentare poiché tiene ritmi troppo alti: prima del pareggio col Chievo veniva da 5 vittorie consecutive. Però sa sempre risorgere, come nel caso delle doppie sconfitte di Palermo e Napoli, Udine e Cagliari. E’ questo ciò che deve temere il Genoa».

E’ però difficile che rimonti 9 punti di vantaggio ai nerazzurri?

«Difficilissimo. Ha perso anche la gara di San Siro per 1-0. Diciamo che la Juve dovrebbe vincere tutte le restanti partite, mentre l’Inter dovrebbe perderne almeno tre: quasi impossibile.

Per Ranieri potrebbe essere una stagione positiva?

«Credo proprio che lo pensi. Si accontenterà del secondo posto con la qualificazione in Champions. Inoltre la Juventus è semifinalista in Coppa Italia, dove ha però perso per 2-1 la prima gara a Roma contro la Lazio. Ma per i tifosi juventini non basta».

Vede il Genoa al quarto posto e quindi in Champions?

«Secondo me la squadra di Gasperini merita la posizione attuale. Ha un vantaggio concreto sulla Roma, deve stare attenta alla Fiorentina nei confronti della quale soccomberebbe in caso di pari punteggio».

Marco Liguori

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