ESCLUSIVA PIANETAGENOA – Gianni Di Marzio: «La Nord ci trascinava alla vittoria come la “Doce” del Boca»

L'ex tecnico di Genoa e Lecce parla dello strepitoso tifo rossoblù e presenta la gara di domenica: «Mi aspetto una partita della riscossa degli uomini di Malesani»

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«La Gradinata Nord mi ha lasciato ricordi indelebili». Gianni Di Marzio inizia così la sua chiacchierata con Pianetagenoa1893.net. E’ stato al Genoa nella stagione 1979-80 in serie B e ha vissuto momenti indimenticabili: l’anno dopo è volato a Lecce dov’è rimasto per due stagioni. Non potevamo scegliere di meglio per presentare in esclusiva la sfida di domenica prossima al Luigi Ferraris.

Di Marzio che partita sarà quella di Domenica a Marassi?

Mi aspetto una partita di riscossa per tutte e due le squadre. Sia il Genoa che il Lecce vengono da due sconfitte, e vorranno trovare una vittoria. Sarà una partita caratterizzata dall’agonismo ma anche dalla tattica, perché il Lecce non è una squadra materasso e venderà cara la pelle. Ho visto i giallorossi a Bologna, e fecero una buonissima gara ed i rossoblù dovranno stare attenti e concentrati, per portare a casa una vittoria.

Il Genoa non sta vivendo un momento brillantissimo e Malesani è in difficoltà. Ci può dare un parere sul tecnico rossoblù?

Malesani ha bisogno di tempo per affinare i meccanismi che ha nella sua testa. In estate sono arrivati tantissimi giocatori, ed al primo anno in una nuova piazza. Lo reputo un buonissimo allenatore, e sono sicuro che ne verrà fuori. Purtroppo in Italia vogliamo tutto e subito, non siamo capaci ad aspettare il lavoro di un allenatore, che si vede dopo un certo numero di partite. Domenica spero che vinca e riesca a scacciare via le voci su di lui.

Cosa deve migliorare il grifone dal punto vista tecnico e tattico?

Il Genoa deve dare più velocità al suo gioco. Ha bisogno di giocare negli spazi, creare verticalizzazioni e muoversi molto di più senza palla. Questo stile di gioco è il pane quotidiano di Malesani ma migliorerà anche questo. Ma sicuramente al Genoa manca il supporto del centrocampo, ma soprattutto di un giocatore come Kucka.

L’arma in più del centrocampo potrebbe essere Jorquera?

Si sicuramente. Il ragazzo è giovane, ma possiede grandi doti tecniche, specialmente dalla trequarti in su può essere determinante, e lo ha già dimostrato. Ora viene il difficile per lui, perché dovrà trovare continuità nelle giocate e nella forma, questo nel campionato italiano è difficile, ancor di più per uno straniero. Ma spero per il Genoa che possa far fare il salto di qualità alla squadra.

Tornando al passato, lei che ricordo ha di Genova?

Ogni volta che si parla di Genoa mi emoziono. Mi sono trovato benissimo una stadio pazzesco, con un tifo incredibile. La Gradinata Nord durante le partite ci trascinava alla vittoria, proprio come la “Doce” del Boca Juniors. Io la definisco la Napoli del Nord Italia.

Un aneddoto dell’ epoca che vuole raccontare ai tifosi rossoblù?

Mi ricordo come fosse ieri: quando, insieme al mitico Vittorio Sirianni, avevamo creato una trasmissione sportiva, che andava in onda il Lunedì sera. La città si fermava tutti a guardare la nostra trasmissione per poi il giorno dopo parlarne e discutere. Questo era il simbolo di una passione quasi logorante, che alla Domenica veniva tramutata in una bolgia. Grazie alla Nord riuscimmo a raggiungere l’imbattibilità casalinga.

Alessandro Casu

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