ESCLUSIVA PG, Soviero: “Fidatevi di Marchetti. L’eccentricità? Arma a doppio taglio, io ne so qualcosa”

L'ex portiere rossoblù parla ai nostri microfoni dell'attuale titolare del Genoa: "La sua voglia di dimostrare di essere un numero affidabile lo porterà a superare le difficoltà e i momenti difficili che gli si presenteranno durante l'anno"

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Dal Derby del “leone al palo” alla fiducia in Marchetti per la sua voglia di dimostrare di poter essere ancora un portiere di alto livello. Salvatore Soviero ha parlato a Pianetagenoa1893.net del campionato dei rossoblù e del biennio trascorso a Genova.

Come giudica l’avvio di stagione del Genoa?

Sono sincero, inizialmente ero dubbioso e dopo questo primo filone di partite mi sono ricreduto. Il Genoa non ha iniziato male, nonostante la sconfitta pesante contro il Sassuolo. Bisogna inoltre sottolineare che la squadra ha una partita in meno a causa della tragedia che ha colpito la città, quindi non c’è stato ancora il tempo di fare una valutazione vera e propria.
La rosa è competitiva per raggiungere una salvezza tranquilla e credo che sul fondo classica non ci siano compagini abbastanza attrezzate per dare particolare fastidio al grifone e, per ora, tenderei ad escludere sorprese. Inoltre bisogna ricordare che vi è ancora un pericolo penalizzazione per il Chievo. La partita contro il Bologna? Il Genoa ha più qualità e per Inzaghi non sarà facile fare bene al Ferraris e penso che vada incontro a un campionato difficile per la stabilità della sua panchina.

Tra i volti nuovi chi l’ha impressionata di più?

Piatek è senza dubbio l’uomo giusto per questo Genoa: un attaccante d’area che ha avuto un grande impatto con la Serie A. Naturalmente chi mi ha colpisce di più è Ballardini, gli sono arrivati in squadra tanti nuovi giocatori e sono sicuro riuscirà a trovare la giusta amalgama.

Marchetti può tornare a fare la differenza? Su di lui sono piovute critiche

Marchetti è un portiere che aveva e ha ancora oggi grandi qualità, tornerà a fare bene. La sua voglia di dimostrare di essere un numero affidabile lo porterà a superare le difficoltà e i momenti difficili che gli si presenteranno durante l’anno. Era ai margini della Lazio, ora vorrà mettersi in mostra e questa è la migliore garanzia che puoi offrire uno che gioca tra i pali.

La concorrenza di Radu può essere uno stimolo?

Radu ha senza dubbio qualità e la concorrenza è uno stimolo, ma il fattore più importante per un portiere è la sicurezza del posto. Per il Genoa comunque avere due giocatori su cui fare affidamento è sicuramente un bene.

È stato un portiere famoso per il carattere particolare. Quanto conta l’eccentricità nel suo ruolo?

Tanto nei momenti belli, poi quando le cose vanno male ti si ritorce contro perché diventi un capro espiatorio per tutti e per tutto ciò che non funziona. La gente quando vinci ti esalta, quando il periodo è negativo invece di massacra. Se avessi avuto un carattere diverso e la testa che ho adesso, forse avrei fatto qualcosa di più in carriera.

Che ricordi ha del suo periodo genoano?

Ricordi tanti, belli e brutti. Ho conosciuto grandi persone come Bettella, Portanova e Francioso. Cosimo è stato un giocatore strepitoso e una persona vera fuori e dentro al campo, un uomo reale che non si è mai tirato indietro e che metteva la faccia in tutto ciò che faceva. Sono sicuro che al calcio avrebbe potuto dare molto anche a livello più alto perché aveva qualità che non tutti possedevano: tre anni capocannoniere non è cosa da poco.

Episodi particolari?

Non eravamo uno squadrone, riuscimmo però a vincere il Derby che a Genova è sempre qualcosa di particolare rispetto ad altre piazze. Ricordo quello vinto con gol di Carparelli, alcuni lo criticavano fino al sabato prima e quella rete cambiò tutto, questo per sottolineare quanto conta l’ambiente nel calcio. Dopo quella partita un dirigente parlò di undici leoni escludendomi di proposito per poi fare riferimento a un leone al palo, gli feci capire a modo mio cosa pensavo di quell’uscita e allo stesso tempo capii che il mio tempo al Genoa era sul finire.

Salvatore Soviero (Foto dal suo profilo Facebook)

 

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