ESCLUSIVA PG, Pistocchi: “Il gol non dato a Piatek? Preziosi protesti ufficialmente con la Lega”

Il giornalista di Mediaset: "Mi sento di dargli un consiglio. Per una volta non faccia il presidente ma faccia una cosa da tifoso genoano"

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Maurizio Pistocchi (dal suo profilo Twitter)
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“Il primo gol di Genoa-Atalanta è di K.Piatek : non é autorete di Toloi, come scrive LegaserieA sul suo sito, contraddicendo le sue stesse comunicazioni ufficiali. Domanda: ci fa o ci è?”. Maurizio Pistocchi tra i primi giornalisti a contestare su Twitter (leggi sotto) la decisione della Lega di non assegnare il gol al centravanti del Genoa. Pianetagenoa1893.net ha iniziato l’intervista con il collega di Mediaset proprio da questo tema.

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Il caso “Piontek/Toloi”: la Lega ha attribuito l’autogol all’atalantino mentre il gol di Pandev in Genoa-Lazio della stagione 2016/2017, realizzato con le stesse modalità (testa, deviazione in rete di Strakosha), era stato attribuito al macedone, alla sua prima rete in maglia rossoblù. La Lega interpreta in maniera difforme le “Linee guida” da essa stessa redatte?

«La Lega interpreta in maniera difforme quando le fa comodo e mi sembra abbastanza scandaloso. Pochissimi hanno rilevato questo clamoroso torto che sta subendo un giocatore che ha meravigliato il calcio italiano. Rarissimamente, infatti, è successo nel passato che un giocatore appena arrivato nel campionato italiano si fosse messo così in luce. La Lega non gli ha attribuito il gol ed è abbastanza inspiegabile perché la dinamica dell’azione è molto chiara. La deviazione di Toloi è su un pallone indirizzato nello specchio. Non si riesce a capire perché, a meno che non ci sia qualcuno che ha interesse a depotenziare il valore di Piatek, che è sicuramente già altissimo in questo momento. Piatek dimostra che non c’è bisogno di spendere cento milione di euro per avere un grande campione. È un giocatore che sul mercato ha oggi un valore straordinario. Gli investimenti oculati come quello di centaPiatek devono venire valorizzati e noi che siamo osservatori neutrali ce ne meravigliamo parecchio del comportamento della Lega».

Il “peso” di Ronaldo, che per ora è a due lunghezze da Piontek nella classifica marcatori, può influenzare il metro di giudizio per quanto riguarda l’attribuzione dei gol da parte della Lega?

«Assolutamente no. C’è una codifica precisa legata alle dinamiche per l’attribuzione dei gol. Ronaldo non può e non deve entrarci nulla. Credo si tratti di incompetenza, pressapochismo e dilettantismo. Si tratta di un atteggiamento, quello della Lega, che non fa bene al calcio perché il calcio ha bisogno di chiarezza e deve mettere tutti di fronte alle stesse regole. È evidente, però, che da quando Ronaldo è arrivato in Italia c’è la sensazione che il futuro del calcio nostrano dipenda da Ronaldo. Nessuno, all’estero, compra i diritti del calcio italiano perché ha un livello mediocre. La nostra distanza da determinato calcio estero, ad esempio quello spagnolo, continua ad essere enorme e lo si vediamo guardando le gare internazionali o di quei campionati. Ronaldo non può essere quello che fa nascondere la polvere sotto il tappeto. La Lega ha diffuso le linee guida e quelle stesse linee guida certificano che il gol è di Piatek e non esiste che se ne discuta ancora a distanza di due giorni. L’attribuzione a Toloi è sbagliata, sia per rispetto degli sportivi genoani, sia per tutti gli sportivi perché se le regole non solo uguali per tutti è inutile fare le competizioni».

Il primo rigore assegnato ai bergamaschi nel corso di Genoa-Atalanta è frutto dell’intervento della Var che ha segnalato all’arbitro Doveri il tocco di braccio di Romero ma non ha segnalato il precedente tocco irregolare di Mancini. In Roma-Genoa, invece, il gol di Lazovic è stato annullato, grazie al review Var, per un millimetrico fuorigioco di Piontek avvenuto due azioni prima della marcatura. Due pesi e due misure?

«Aggiungo anche che in occasione del gol di Lazovic c’era stato un intervento a liberare l’area di Manolas e quindi in teoria anche il gol di Lazovic sarebbe stato regolare. Il Var è uno strumento molto utile ma affidato in mani che non sempre si dimostrano adeguate. Siamo arrivati alla 17ª giornata e possiamo dire che la situazione è molto peggiorata. Ma non è solo colpa del protocollo se alcuni episodi diventano clamorosi (Florenzi su Pandev nella gara di Roma). La mia sensazione personale è che il Var è stato depotenziato dal mese di gennaio della scorsa stagione agonistica e gli arbitri vogliono tornare ad avere il loro potere. Mi fa pensare che nessuno andrebbe contro i propri interessi personali. Ad esempio, se scrivo un articolo nel quale ci sono degli errori e mi viene fatto notare, io ringrazio e correggo. È l’eccesso di protagonismo e di ego di queste persone che non vogliono far vedere a tutti di aver errato. Ammettere i propri errori ed usare la tecnologia è la cosa migliore che può fare un arbitro nel 2018. Un conto è evidenziare gli errori un conto è nasconderli».

Raffrontandolo allo scorso campionato, l’attuale protocollo Var ha complicato le cose o le ha semplificate, sia per gli arbitri che per gli addetti ai lavori ma anche per i tifosi?

«Le ha enormemente complicate, perché in realtà il protocollo per diventare veramente efficace avrebbe dovuto variare la dicitura in “nei casi di ogni possibile errore” anziché “di chiaro errore”. Avrebbe lasciato la possibilità di intervenire in tutte le azioni dubbie.  Nella situazione attuale il Var non serve a niente».

Il giorno di Santo Stefano molti si saranno dimenticati della giornata agonistica precedente ed anche il gol non assegnato a Piatek rischia di cadere nel dimenticatoio.

«Io, nei miei articoli, nei miei blog, già indico che l’attaccante polacco ha realizzato 14 e non 13 reti. Mi sento di dare un consiglio a Preziosi. Per una volta non faccia il presidente ma faccia una cosa da tifoso genoano: faccia una protesta ufficiale nei confronti della Lega!».

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