ESCLUSIVA PG, Braglia: “Il mercato del Genoa? Soddisfacente, tranne la scelta dei portieri”

L’eroe di Anfield Road esprime le sue perplessità su Marchetti e Radu: “Non sembrano offrire sicurezze sul loro rendimento”

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Simone Braglia (foto di Genoa CFC Tanopress)
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Il mercato del Genoa è soddisfacente. La squadra mi sembra migliore dell’anno scorso, almeno sulla carta. L’unico lato negativo riguarda i portieri”. Simone Braglia, indimenticato eroe di Anfield Road ed ex numero uno rossoblù dell’era Bagnoli, racconta in esclusiva a Pianetagenoa1893.net le sue impressioni sul mercato del Grifone. Le sue uniche perplessità riguardano le scelte sugli estremi difensori Federico Marchetti e Ionit Radu. E’ anche un occasione per svolgere una panoramica su questo ruolo importante e delicato all’indomani della conclusione dei Mondiali in Russia.

Perché non la convincono le scelte operate dal Grifone?

Sono andati via due portieri di buon livello come Mattia Perin ed Eugenio Lamanna e sono arrivati altri due che non sembrano offrire sicurezze sul proprio rendimento. Sono due punti di domanda.

Si spieghi meglio…

Mi auguro che Marchetti torni ai livelli in cui era al Cagliari che lo portarono anche in Nazionale: al momento non sembra essere fisicamente a posto. Inoltre Radu è un buon portiere di prospettiva: però ha disputato 22 partite con l’Avellino in B e non ha alcuna esperienza in serie A: mi sembra un po’ poco. Credo che, sottolineo ad oggi, in questo ruolo così delicato il Genoa abbia sbagliato le scelte.

Marchetti
La parata di Federico Marchetti (foto di Genoa CFC Tanopress)

Ma Radu non è stato considerato come uno dei migliori estremi difensori della cadetteria?

Non lo metto in dubbio. Se però si pensa a Radu come a un possibile sostituto che possa giocare in uno stadio importante come il Ferraris si sta facendo un errore. Se da comprimario ad Avellino lo si vuole portare agli onori della cronaca, secondo me si sta sbagliando qualcosa a livello qualitativo. Questo sia per la delicatezza del ruolo, sia per il fatto che per giocare al Ferraris occorre avere le spalle larghe. Ai miei tempi occorreva fare tanta gavetta per poter esordire in A. Ripeto: mi auguro che Marchetti, che è un portiere di valore, torni ai livelli di Cagliari.

Radu
Adrei Radu (foto di Genoa CFC Tanopress)

Ci racconta com’era la gavetta ai suoi tempi?

Ai miei tempi io e Cervone eravamo i migliori portieri della serie B. Io conquistai la massima serie grazie al campionato disputato a San Benedetto del Tronto, dove risultai essere il meno battuto della cadetteria. Radu sarà sicuramente un buon portiere, ma per giocare al Genoa occorre tanta gavetta per dare sicurezza nel ruolo. Se vogliamo avere una controprova, andiamo a vedere quanti campionati avevano disputato Perin e Lamanna prima di arrivare al Genoa.

Simone Braglia

Ce lo può spiegare?

Mattia ha giocato a Padova in serie B per tutto il campionato. A Pescara in serie A aveva disputato circa due terzi della stagione: aveva qualità, ma doveva forgiarsi con l’esperienza. Uguale discorso per Lamanna: era partito dalla serie D, aveva vinto il campionato a Como, poi aveva giocato in C2 a Gubbio allenato da Torrente e poi in C1, vincendo entrambi i tornei. Prima di esordire in serie A occorre dunque avere un background. Sono pronto ad essere smentito su Marchetti e Radu: anzi ne sarei ben lieto di ricevere una smentita, ma ad oggi la situazione è questa.

La restante parte della campagna acquisti del Genoa la convince?

Sì, la squadra sulla carta sembra essere più forte dello scorso anno. Negli altri ruoli sono state effettuate scelte oculate.

E veniamo ai Mondiali: quali portieri l’hanno convinta maggiormente?

Abbiamo avuto la conferma che il ruolo del portiere attraversa un momento di crisi. Ad eccezione di Schmeichel e di Courtois non ci sono giocatori di rilievo. Non a caso il portiere del Belgio è stato allenato nel Chelsea da Gianluca Spinelli, ex preparatore dei portieri del Genoa di livello internazionale e di indiscusso valore. Courtois è stato allenato con una preparazione mix: sono stati usati criteri avveniristici, ma uniti a quelli del passato. Il risultato si è visto: l’estremo difensore dei Diavoli rossi è stato uno dei migliori nella Coppa del Mondo. Secondo me, il portiere deve essere il guardiano della propria porta ed evitare i gol: non sono affatto convinto che possa anche impostare le azioni con i rinvii.

Gianluca Spinelli, Chelsea (da chelseafc.com)

E’ forse il nuovo modo di allenare che crea problemi?

Dico soltanto una cosa a proposito di preparatori e delle tecniche: Alessio Scarpi, come Spinelli, usa solo una parte degli allenamenti metodologici di nuovo tipo. Entrambi sanno benissimo che i portieri devono, come suol dirsi, “mangiare la terra”: devono soffrire e saper evitare i rischi nella propria area. L’atleta non lo si costruisce in palestra, lo si forma sul campo. Non a caso, hanno ottenuto risultati molto positivi: Perin e Lamanna sono stati “forgiati” da entrambi.

Scarpi con lo sparapalloni (foto di Genoa CFC Tanopress)
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