ESCLUSIVA PG, Barasso: “Al Genoa anni indimenticabili. Adesso una scuola calcio tutta mia”

L'ex portiere rossoblù racconta due episodi della sua carriera: l'esordio contro l'Ascoli nel 2003 e il suo errore a Bologna sulla punizione di Torrisi

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Nicola Barasso (Foto dalla sua pagina Facebook)

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Una vita in rossoblù, gli insegnamenti di Scarpi e un carattere di ferro. Stiamo parlando di Nicola Barasso, ex portiere del grifone classe 1981 che per oltre dieci anni ha vissuto sotto l’ombra della Lanterna percorrendo la strada che lo ha portato dal settore giovanile fino all’esordio al Ferraris. Barasso, originario di Castellamare di Stabia, è rimasto molto legato al grifone e Pianetagenoa1893.net lo ha contattato in esclusiva per ricordare alcune tappe del suo percorso genoano. Nel futuro del portiere c’è un progetto personale legato al calcio giovanile.

Che ricordi ha della sua esperienza al Genoa? C’è una partita che le è rimasta particolarmente nel cuore?

Essendo stato un prodotto del settore giovanile del Genoa, dagli allievi passando poi per la Primavera fino all’arrivo in prima squadra, posso vantare undici anni di magnifici ricordi. Nella mente ho ben stampata una data, quella dell’esordio avvenuto il 3 maggio 2003 in un Genoa-Ascoli 1-2 dove parai un rigore dopo tre minuti dall’ingresso in campo. Un momento che mai potrò dimenticare.

Un momento particolarmente intenso che l’avrà colta di sorpresa non essendo partito dal primo minuto…

Subentrai a Brivio, ricordo che avevo lo sguardo fisso verso la Nord dove c’era un inferno tra fumogeni bandiere e cori assordanti, non mi stavo accorgendo di ciò che stava succedendo sul terreno di gioco. Ad un certo punto Moscardi mi chiama: “Dai Bara che devi entrare” mi giro e gli faccio “Damiano smettila di prendermi in giro”. Mi accorsi che non era uno scherzo solo quando vidi Torrente che mi faceva segno con la mano. Non mi ero veramente accorto di nulla e forse fu questa spensieratezza che mi fece parare quel rigore e fare una grande prestazione.

Durante i suoi anni in rossoblù ha lavorato con tanti portieri. Tra questi da chi hai attinto maggiori segreti sul ruolo?

Sicuramente da Alessio Scarpi, un esempio di tecnica da mostrare ai giovani che fanno questo ruolo. Non per caso ricopre il ruolo di preparatore dei portieri del Genoa.

Nicola Barasso, a destra, con Diego Milito (Foto dalla sua pagina Facebook)

Segue ancora il Genoa?

Come non potrei? Ho ancora lo stesso trasporto di quando ci giocavo.

Oggi il portiere del Genoa è Marchetti. È l’uomo giusto per il dopo Perin?

Forse l’uomo giusto per il dopo Perin sarebbe stato Neuer. Sostituire uno come Mattia è un’impresa impossibile per qualità carisma e senso d’appartenenza. A mio parere è il portiere italiano più forte presente in Serie A.
Marchetti non so se si rivelerà l’uomo giusto, anni fa era sul podio dei migliori estremi difensori del campionato, ma l’inattività forzata alla Lazio gli ha fatto perdere un po’ di smalto. Molto dipenderà dai risultati della squadra, se il Genoa girerà a pieno ritmo sono convinto che può tornare su buoni livelli. Bisogna dargli tempo.

Marchetti ha alle spalle un giovane come Radu. L’ex Avellino può giocarsi le sue possibilità in stagione? La concorrenza può essere uno stimolo per entrambi?

Amici addetti ai lavori mi hanno detto che Radu è un talento con delle qualità enormi. Può giocarsi le sue chance perché ha le carte in regola per farlo, non è al Genoa per caso. Voglio però sottolineare che in Italia ci sono portieri della sua stessa età con un livello potenziale molto alto, sarebbe giusto provare a farli crescere per il bene dell’intero sistema.

Il Genoa è reduce da una vittoria contro il Bologna e proprio a Bologna arrivó un gol di Torrisi su punizione da centrocampo  che la sorprese. A distanza di anni da quel gol può analizzarlo più lucidamente, avrebbe potuto fare qualcosa di più o è stato un colpo che capita una volta nella vita?

Credo sia stata la mia peggior partita in carriera. Ero talmente arrabbiato con me stesso per quella bruttissima prestazione che distrussi due porte, un servizio igienico e feci volare un baule del magazziniere in acciaio che credo pesasse una quarantina di chili. Nessuno mi si avvicinò per due giorni, ero talmente arrabbiato che non ricordavo nulla. I miei compagni riuscirono a farmi sbollire costruendoci sopra un siparietto divertente mettendomi nei panni dell’incredibile Hulk.

Quindi fu un errore di distrazione?

Si, fu un errore di distrazione. Stavo dando un’ indicazione a Criscito togliendo lo sguardo dalla palla, poi quando mi girai vidi tutti rivolti verso di me e capii che il pallone mi aveva scavalcato e ormai non c’era più niente da fare.

Ci sono ancora il calcio e lo sport nel suo futuro?

Il Calcio e lo sport sono e saranno sempre nella mia vita. Ho studiato per conseguire il patentino da allenatore e sono contento di aver fatto un’esperienza di due anni come preparatore dei portieri nel Rimini. Adesso in attesa di sistemazione sto per far nascere un progetto personale “Football Accademy  Pompei”: una scuola calcio tutta mia. Avendo tempo libero lo dedico aggiornandomi constantemente e vedendo partite, in particolar modo dei settori giovanili per vedere le nuove leve.

Barasso non ha mai dimenticato la sensazione provata per aver indossato la maglia più antica d’Italia e ha voluto salutare tutti i suoi vecchi tifosi sottolineando cosa per lui significa la genoanità.

Ci tengo a chiudere con un pensiero al popolo genoano. Mi avete accolto da ragazzino, incitato, fatto crescere e sentire uno di voi. Genova è la città che mi ha fatto diventare uomo e con la vostra passione mi avete fatto diventare genoano. Per arrivare ad amare il Genoa bisogna amare prima i genoani. Non vi dimenticherò mai. Forza Genoa!

Nicola Barasso oggi (Foto dalla sua pagina Facebook)
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