Un giustizia sportiva sbagliata e tutta da rifare

Dal caso Izzo gli spunti per una riforma: i candidati alla presidenza Figc Abodi e Tavecchio devono presentare i loro progetti al riguardo

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[tps_title]Appunti per i candidati presidenti Figc[/tps_title]

Un sistema cosiffatto di giustizia sportiva non può più andare avanti. In Figc siamo in periodo elettorale: i candidati alla presidenza Andrea Abodi e l’uscente Carlo Tavecchio devono pensare a una riforma concreta e soprattutto giusta. Innanzitutto, va rovesciata la vigente “inversione dell’onere della prova”: sono i procuratori federali a portare prove certe della colpevolezza dell’atleta indagato e non, come accaduto a Izzo, dovrà quest’ultimo dimostrare la sua innocenza.

Il presidente della lega di B Andrea Abodi candidato alla presidenza Figc (Foto Gabriele Maltinti/Getty Images)
Il presidente della lega di B Andrea Abodi candidato alla presidenza Figc (Foto Gabriele Maltinti/Getty Images)

Si dovrà anche trasferire il potere della Procura di deferire i calciatori dinanzi al Tribunale Federale Nazionale: occorrerà come nel processo penale (ma il processo sportivo non dovrebbe già essere modellato su quest’ultimo?) che la decisione di un rinvio a giudizio sia affidata a un giudice terzo e imparziale sulla base del quadro accusatorio (documenti, testimonianze e altro) presentato dai procuratori. Se non si agirà subito, si correrà il rischio di altri procedimenti e sentenze ingiuste. Abodi e Tavecchio potete prenderne nota?

 

Il presidente uscente della Figc Carlo Tavecchio (Foto Paolo Bruno/Getty Images)
Il presidente uscente della Figc Carlo Tavecchio (Foto Paolo Bruno/Getty Images)
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