Grazie dei fiori: ciao Piatek, c’è “dinamite” Sanabria

L'attaccante paraguaiano ha segnato un gol ed ha soppiantato il bomber polacco. Ieri sera si è confermata la vocazione offensiva del Genoa che ha osato e vinto

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Marco Liguori
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“Grazie dei fior…”. Miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, siamo in tempo di Sanremo ed è tempo di ritorno alla vittoria per il Genoa: era dal 30 settembre contro il Frosinone che mancava un trionfo fuori casa. Ed è arrivato nella tana dell’Empoli allenato da Beppe Iachini: ci volevano i tre punti in un periodo di tempesta nel mondo rossoblù. Dalle polemiche per l’anticipo alle 15 di lunedì scorso contro il Dynamo Milan a quelle per l’ennesima cessione, prima più volte smentita e poi confermata nei fatti, svolta dalla dirigenza. L’ex capocannoniere del campionato Piatek è stato ceduto al club rossonero, suscitando le ire del Popolo rossoblù che temeva un salto nel buio molto pericoloso per una squadra che lotta per non retrocedere: ma è arrivata la sorpresa che nessuno si aspettava. E’ stato scoperto un altro potenziale idolo delle folle: Antonio Sanabria che ieri sera ha fatto vedere di che pasta è fatto, segnando il 3-1 che ha chiuso la gara di ieri sera. Un altro colpo del board genoano che ha saputo trovare subito un sostituto in attacco. Da “bum bum – pistolero” Piatek siamo passati a “dinamite” Sanabria: viste le premesse empolesi, forse potrebbe essere un centravanti ancor più devastanti. Il nostro Alfonso Magno mi segnala che il paraguaiano ha segnato il primo gol dopo cinque minuti dal suo ingresso in campo, mentre il polacco dopo sei minuti dal fischio d’inizio ed entrambi contro l’Empoli. Un segno del destino? Un altro paragone benaugurante del nostro Francesco Patrone, anche se diverso per alcuni aspetti: Stabile, appena sbarcato dall’Argentina, segnò una tripletta al Bologna “che tremare il mondo fa” stupendo tutti. E anche Sanabria ha stupito: pronti, via, gol. Altra segnalazione riguardante le sfide con i toscani: Kouamé ha segnato all’Empoli al 18′ all’andata e al ritorno.

E veniamo alla partita. Nel primo tempo il Grifone sembrava giocare in modo balbettante, confermando la parabola discendente accusata nella seconda frazione di gioco contro il Milan. Una pericolosa continuità spezzata dal lampo di Kouamé, molto abile a sfruttare l’errore di Veseli e a bruciare tutta la difesa empolese, arrivando in area e trafiggendo Provedel. Dopo il pareggio di De Lorenzo, mister Prandelli ha avuto un’illuminazione: nelle corde di questa squadra (lo ho sottolineato già dai primi mesi della stagione in cui sedeva Ballardini in panchina) c’è la propensione offensiva. Il Genoa non è un buon incassatore, difende poco, ma sa picchiare e fare molto male agli avversari. Il divo Cesare ha compreso che era giunto il momento di mettere alle corde la Iachini band: ha tolto Romulo e inserito Sanabria. Non a caso è arrivata la perla di Lazovic: Bessa ha rubato il pallone “ipnotizzando” De Lorenzo, si è invola sulla sinistra della metà campo avversaria e ha imbastito l’azione coast to coast per il serbo che ha fulminato il portiere avversario con un eurogol. L’uno-due micidiale che ha steso l’Empoli è arrivato con l’azione ubriacante di Lazovic che ha crossato in area per “dinamite” che di testa ha realizzato il 3-1. In pratica, al Grifone va applicato il celebre motto di Gabriele D’Annunzio: Mas, memento audere semper (traduzione dal latino: ricordati di osare sempre). E ieri sera ha osato e vinto.

Ora il Genoa si è portato a +9 sul Bologna terzultimo. Un distacco incoraggiante che lascia dietro i rossoblù ben 7 squadre: Spal, Cagliari, Udinese, Empoli, Frosinone e Chievo (CLICCA QUI PER LEGGERE LA CLASSIFICA). Domenica arriva il Sassuolo e ci vorrebbe una gara offensiva sulla falsariga di quella di ieri sera: attenzione, però, che la squadra di De Zerbi è una di quelle che cerca di segnare un gol più dell’avversario. Potrebbe essere dunque una partita spettacolare: passo e chiudo!

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