Ballardini cala il tris di vittorie: il Genoa trionfa al Ferraris

Dopo i successi esterni contro Lazio e Chievo, il Grifone ha conquistato il trionfo sull'Inter

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Marco Liguori (Pianetagenoa1893.net)
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Questa è dell’Inter la storia vera

che scivolò al Ferraris prima di Primavera…

Mi perdonerete, miei cari amici genoani da Boccadasse al Mato Grosso, e soprattutto mi perdonerà il grande Faber dal terzo anello del Ferraris per aver parafrasato con gli splendidi versi de “La canzone di Marinella” per descrivere il  trionfo del Genoa e il crollo dell’Inter. Nonostante i proclami di Spalletti, i nerazzurri nella magica notte rossoblù sembravano i celebri pifferi della montagna: scesero per suonare e furono suonati. Dopo i successi esterno contro Lazio e Chievo, è giunta l’apoteosi per Ballardini e i suoi uomini: tre vittorie di fila in campionato non arrivavano dal maggio 2015.

Nella mia presentazione di venerdì della partita avevo ipotizzato che il biscione nerazzurro dovesse attaccare per vincere e difendere il terzo posto da Roma e Lazio: una gara ideale per il Grifone visto finora, visto che era impostato in modo italico, con catenaccio e contropiede. Nulla di tutto questo: si è vista un’Inter piccina picciò con una sola punta, Eder, sovrastata dal gigante (in tutti i sensi, anche come prestazione) Spolli, che ha tentato solo quattro tiri con Candreva da fuori area. Merito della difesa del Genoa che ha chiuso ancora una volta tutti gli spazi: ma la squadra di Balla non si è limitata a difendere, ha preso l’iniziativa, centrato una traversa nel primo tempo e Handanovic aveva sventato un tiro di Pandev. Man mano che passavano i minuti, il Grifone pressava gli avversari che mostravano non solo di essere leggeri in attacco, ma anche lacunosi in difesa. Altro che sfortuna, l’autogol della “premiata ditta” Skriniar-Ranocchia è l’emblema dello stato confusionale in cui versavano i nerazzurri: deposta la calma, il primo ha inutilmente calciato (non c’erano genoani accanto a lui) con violenza il pallone alla ceca, centrando il compagno che ha involontariamente infilato la propria porta.

Nella ripresa, il Genoa ha continuato a picchiare la malcapitata Inter, stringendola nella propria metà campo. E’ così arrivato il secondo gol, con un passaggio di Laxalt per Pandev che ha battuto Handanovic. In quel momento, la gara si è conclusa: il comandante Ballardini gestiva i cambi in modo perfetto e la squadra ha portato tranquillamente in porto il 2-0. I rossoblù, trasformati in un robusto Tir dal tecnico romagnolo, salgono a quota 30 e momentaneamente al dodicesimo posto a un punto dalla Fiorentina.

Sabato prossimo il Grifone volerà a Bologna: ci sarà in palio un possibile ulteriore ravvicinamento verso la parte sinistra della classifica, il mare della tranquillità del nostro campionato. Per ora godiamoci questo 2-0 e poi penseremo al resto: passo e chiudo!

E a proposito: buon compleanno grande Faber.

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