Luca Pastorino: «Derby lunedì sera scelta assurda, la Lega cambi o lo stadio sarà vuoto»

Il deputato di Liberi e Uguali: «Sono esterrefatto, arrabbiato e incredulo per l’accanimento che hanno la Lega Calcio e l’Osservatorio nazionale nei confronti di Genova»

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Striscione su Genova (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Luca Pastorino, segretario di presidenza alla camera e deputato di liberi e Uguali, interviene nel dibattito del “no” al derby di Genova che è stato fissato per lunedì 15 aprile. Ecco la sua nota che riportiamo integralmente.

«Sono esterrefatto, arrabbiato e incredulo per l’accanimento che hanno la Lega Calcio e l’Osservatorio nazionale nei confronti di Genova. Il derby tra Sampdoria e Genoa è l’evento sportivo dell’anno, per la città, per i tifosi e i cittadini. Spostarlo al Lunedì sera significa non aver capito che Genova ancora oggi si trova in un momento di difficoltà. Significa paralizzare una città in un giorno feriale, con conseguenze pesanti per traffico e ordine pubblico. Vuol dire calpestare la passione di tutti quei tifosi che lavorando anche fuori città non possono raggiungere in tempo lo stadio, pur avendo un abbonamento. Credo non ci sia bisogno del Var per capire le ragioni di questa scelta sbagliata. Oltretutto la tendenza in Europa è di abolire le partite al lunedì, come successo in Spagna e in Germania.

Per giustificare la scelta del tutto errata da parte dell’Osservatorio abbiamo assistito al solito valzer di scuse, come la concomitanza con la “Mezza Di Genova”, una mezza maratona di 21 km che si svolgerà soltanto durante la mattinata di domenica e finirà alle 12.30.  Dopo Genoa – Milan spostato il lunedì alle 15 per motivi di ordine pubblico inesistenti, questo è l’ennesimo colpo basso a una città che non si capisce cosa abbia fatto di male per meritarsi l’ennesimo schiaffo in faccia.

Chiedo alla Lega di tornare indietro nella sua decisione, per rispetto alla città e ai suoi tifosi. Se non lo facesse l’unica soluzione a malincuore sarebbe quella di disertare lo stadio. Una protesta civile, come nello spirito di Genova. Perché non possiamo più accettare che vincano scelte che hanno poco a che fare con il calcio».

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