Correva l’anno 1956: il Genoa perse il derby, facendosi rimontare due reti di vantaggio

E' ricordata come una delle più spettacolari stracittadine

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Julio Cesar Abbadie (Wikipedia)
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Domenica 28 ottobre 1956, in una splendida giornata di sole, di fronte a circa cinquantamila spettatori, venne giocato uno dei più spettacolari derby tra le due formazioni genovesi che si ricordino e finora l’unico di campionato in cui una squadra che in un momento della partita si era trovata sotto di due reti non abbia perso (anzi, addirittura la compagine blucerchiata vinse; il Genoa domenica 22 aprile 1951 rimontò due reti, ma poi venne sconfitto 2-3, mentre in Coppa Italia pareggiò, sempre in casa, 2-2 mercoledì 18 settembre 1996 dopo essere stato in svantaggio 0-2).

Al 9’ la Sampdoria andò vicinissima la vantaggio con un tiro di Mario Tortul (autore a Trieste la domenica precedente a cinque minuti dal termine della rete che aveva salvato l’imbattibilità della propria squadra, che aveva giocato tutto il secondo tempo – in un calcio che non contemplava le sostituzioni – in dieci per la frattura del piede sinistro del portiere Ezio «Fulmine» Bardelli, sostituito tra i pali dall’anglo-sudafricano Edwin Ronald «Tacchino freddo» Firmani) che incocciò prima il palo (all’epoca a base quadrata) destro e poi quello sinistro della porta genoana, prima che Aldo Monardi riuscisse a mandare il pallone sul fondo.

Riccardo Carapellese 1956

Al 18’ una punizione dalla destra del genoano Giorgio «Roccia» Dalmonte II venne convertita in rete da Riccardo «Carappa» Carapellese, abile ad anticipare di testa in tuffo l’intempestiva uscita di Ugo Rosin sr., il quale, dopo aver esordito, mantenendo la porta inviolata sul campo dei futuri campioni d’Italia della Fiorentina il 15 gennaio 1956, disputava il primo incontro in quella stagione. Otto minuti dopo su azione da corner il Genoa con un palo dell’uruguayano Júlio César «el Pardo» Abbadie Gismero sfiorò il raddoppio, che ottenne al 32’ con un tocco di sinistro di controbalzo dell’accorrente Guido Macor a conclusione di un contropiede di Attilio «Patinella» Frizzi (al quale era stato affidato il non facile compito di limitare il contributo alla manovra del regista blucerchiato, l’austriaco Ernst «Ossie» Ockwirk) sulla sinistra. La svolta dell’incontro, all’insegna della regola non scritta del calcio del «goal fallito, goal subìto!» ci fu al 38’, quando in un’azione di contropiede Carapellese e Macor si trovarono «a tu per tu» con Rosin sr.,, riuscendolo a trafiggere, ma trovando sulla linea (azione che attualmente sarebbe valutata dalla «goal line technology») una deviazione in extremis di Giuseppe Farina sul fondo e, sul ribaltamento di fronte seguito al conseguente calcio d’angolo, Ockwirk pescò liberissimo nel settore sinistro dell’area di rigore Firmani, che battè con un sinistro in diagonale Renato Gandolfi, mettendo a segno l’unica rete dell’incontro nella porta sotto la Gradinata Nord.

Giorgio
Giorgio “Roccia” Dal Monte autore del gol vittoria in Inter-Genoa del 1955

Nella ripresa Ockwirk segnò di testa, raccogliendo una punizione dalla sinistra di Azeglio Vicini e mettendo il pallone nell’angolo basso destro della porta genoana, la rete del pareggio al 2’ e un tiro di Oliviero Conti, che aveva approfittato di una svirgolata di Dalmonte II su calcio d’angolo, andò ad incocciare una spalla di Benedetto De Angelis, finendo per spedire il pallone nello stesso angolo della rete precedente e rendendo vano il disperato tentativo di intervento in tuffo di Gandolfi, al 15’. Il Genoa, sotto choc per essere passato in soli 22 minuti di gioco dal 2-0 al 2-3, rischiò di capitolare un’altra volta al 38’, quando, servito da Firmani, Tortul fallì incredibilmente la più facile delle segnature, sparando mezzo metro più avanti del dischetto del calcio di rigore a porta completamente vuota il pallone prima contro la traversa di destro e poi di sinistro contro lo stopper Rino Carlini accorso a fare ad essa da schermo, ma, dopo lo scampato pericolo, ebbe una reazione che lo portò a costruire negli ultimi sei minuti quattro occasioni per pareggiare, frustrate al 42’ dal palo destro colpito da Dalmonte II e da tre grandi interventi di Rosin sr., che riscattò le incertezze del primo tempo in occasione delle due reti rossoblù.

Dopo 23 incontri senza sconfitte (12 vittorie e 11 pareggi) al “Luigi Ferraris” i tifosi del Genoa videro, ancorché in un incontro nominalmente esterno, la loro squadra uscire sconfitta dal terreno di gioco, mentre quelli blucerchiati, complice il pareggio esterno del Napoli per 1-1 con il Padova, poterono festeggiare il primo posto solitario in classifica (11 punti in 7 partite) della loro squadra.

TABELLINO

Genova, domenica 28 ottobre 1956, Stadio “Luigi Ferraris”, ore 14,30

Sampdoria-Genoa 3-2 [VII giornata del Campionato di Serie A 1956/1957]

Arbitro: Orlandini [Roma]

Spettatori: cinquantamila circa

Marcatori: nel 1° tempo Carapellese (G) al 18’, Macor (G) al 32’, Firmani (S) al 39’; nel 2° tempo Ockwirk (S) al 2’, autorete di De Angelis (S) al 15’

Sampdoria: 1 Rosin sr., 2 Farina, 3 R. Agostinelli, 4 R. Martini, 5 Bernasconi, 6 Vicini, 7 O. Conti, 8 Ockwirk, 9 Firmani, 10 Tortul, 11 Agnoletto. All.: Rava; D.T.: Czeizler

Genoa: 1 Gandolfi, 2 Becattini II sr., 3 Monardi, 4 L. Robotti, 5 Carlini, 6 De Angelis, 7 Frizzi, 8 Dalmonte II, 9 Macor, 10 Abbadie Gismero, 11 Carapellese. All.: Magli sr.

Stefano Massa

(membro del Comitato Ricerca e Storia del Museo della Storia del Genoa)

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