Cosa va cosa non va: Ballardini esonerato, torna Juric. Il Genoa cerca gioco ed equilibrio

Primo bilancio del campionato: all'attivo i 12 punti conquistati. E' mancato però il gioco e la compattezza difensiva

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Piatek
Lo stacco di Piatek contro il Parma (foto di Genoa CFC Tanopress)
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La sconfitta contro il Parma conclude il mini ciclo di partite che lascerà la scena alla pausa nazionali. La ripresa del campionato vedrà nuovamente Juric al comando dopo l’esonero quasi a sorpresa di Ballardini.
Arrivati a ottobre si può dunque tracciare un primo piccolo bilancio del campionato fino a qui disputato dal Genoa dove sulla bilancia pesano 12 punti all’attivo (con una partita in meno), l’esplosione di un attaccante di possibile caratura europea (Piatek) e una classifica che ha già lasciato intravedere una sicurezza generale dovuta a una lotta nei bassifondi che poco sembra poter coinvolgere il Grifone. Sulla stessa bilancia però vi è la consapevolezza di un’impronta di gioco che non si è mai manifestata, inoltre la compattezza difensiva non è più quella scorsa stagione anche in virtù delle prove che Ballardini ha provato a sperimentare  nella ricerca di una costruzione di manovra offensiva che qualche mese fa era impossibile da concepire visto il bisogno di punti che serviva ai rossoblu per uscire dalla zona retrocessione.
Nei 12 punti raccolti la squadra non hai quasi mai convinto pienamente e ha dato l’impressione di andare alla mercè dell’avversario ogni qualvolta abbia provato ad alzare il baricentro di una ventina di metri. Questa la causa principale della decisione di Preziosi  di optare per un cambio alla guida della squadra. Il quesito che tifosi e addetti ai lavori si pongono è quello di capire se Juric riuscirà a portare quei correttivi che Ballardini non è riuscito ad applicare. Sicuramente si va verso un calcio più verticale rispetto alla passata stagione, bisogna però capire se questo non comprometterà degli equilibri difensivi che tanto soldi ormai non sembrano più essere.
Bisogna allo stesso tempo evidenziare la mancanza di un uomo capace di dettare i ritmi a centrocampo che sta pesando non poco nella costruzione del gioco che tutti stanno desiderando di vedere, vertici societari compresi, inoltre alcuni componenti  del terzetto arretrato sembrano soffrire il passo degli avversari come evidenziato nell’ultima partita casalinga.
Segnali positivi sono arrivati dalla conferma di Biraschi che si candida a un posto nella nazionale del prossimo futuro e dà Kouame che sembra avere margini di crescita significativi per imporsi in Serie A a buoni livelli.

Cosa va

Classifica soddisfacente. Dodici i gol segnati, a pari di Inter e Sampdoria e poco  dietro all Fiorentina (14) e immediatamente sopra alla Lazio di Immobile (13). Piatek a un passo dal record di Batistuta.

Impressione di potersela giocare contro ogni avversario, a patto che le linee rimangano sempre compatte.

Potenziale offensivo nettamente migliorato rispetto allo scorso anno.

Cosa non va

Quattordici i gol subiti. Quella del Genoa è la terza peggior difesa, a pari con il Sassuolo, davanti solo a Frosinone (21) Chievo (19). L’Atalanta quarta con 11.

Ogni volta che il Genoa prova a imporsi si slega e lascia campo all’avversario. Spolli perfetto quando calato nel bunker grazie al suo mestiere e al grande senso di posizione, ma in affanno quando c’è da rincorrere. Criscito più efficace come terzo di sinistra che come esterno dei cinque di centrocampo (da sottolineare la sua importanza negli assist). La staffetta Marchetti-Radu non ha ancora convinto.

Assenza di un centrocampista di regia in un reparto che si sta dimostrando non ben strutturato sotto il punto di vista tecnico e sotto quello del dinamismo. Ancora ai box Rolon, per la difesa si attende Lisandro Lopez.

Imprescindibile l’apporto di Pandev. Il macedone si è dimostrato fondamentale sia nel pressare il primo portatore di palla avversario che a fornire l’ultimo passaggio muovendosi tra le linee. Si sente la mancanza di un suo alter ego.

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