Unicef Liguria annuncia un concorso per le scuole: “Un anno dopo il coronavirus”

L'ente dell'Onu guarda avanti e indice un concorso per gennaio 2021 destinato agli alunni di tutte le scuole di ogni ordine e grado della nostra Regione

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Il concorso verrà avviato tra fine gennaio ed inizio febbraio 2021 e potranno partecipare tutte le scuole di ogni ordine e grado della Regione Liguria.

Tema sarà il racconto da parte degli studenti di questo attuale periodo, dall’inizio dell’emergenza fino al termine, che ci auguriamo non lontano: come lo hanno vissuto, dove hanno appreso le notizie (dai media, dalla famiglia, attraverso i social). Ed ancora: quali sono state le sensazioni, i timori, le speranze. Come sono riusciti a seguire le lezioni restando a casa, attraverso gli strumenti tecnologici. Quale è stato il loro rapporto con amici, compagni scuola, ma anche con parenti, nonni, mediante i social e gli strumenti tecnologici e se li hanno trovati adeguati e sufficienti. Infine, come vedono ora il futuro.

I giovani potranno realizzare scritti e/o disegni, filmati, immagini, singolarmente oppure in gruppi o sezioni scolastiche, istituti.

Un preciso bando di concorso, con tutti dettagli, verrà emesso entro fine 2020, insieme al termine di scadenza per la presentazione del materiale realizzato, che dovrà essere inviato o consegnato presso la sede UNICEF LIGURIA, Piazza De Ferrari, 7 r – Sottopasso Metrò – 16121 Genova, oppure inviarlo a mezzo mail comitato.liguria@unicef.it.

Giuria. Le opere saranno valutate da una giuria composta da Franco Cirio, presidente UNICEF LIGURIA, GIACOMO GUERRERA, past president UNICEF ITALIA e garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Comune di Genova, DINO FRAMBATI, responsabile comunicazione UNICEF LIGURIA, oltre ad altri personaggi di cultura, che verranno nominati entro fine 2020.

La cerimonia di premiazione avverrà entro Pasqua 2021 in una prestigiosa sede a Genova.

Dice Franco Cirio, presidente UNICEF LIGURIA: “Il messaggio chiave del Summit mondiale per l’infanzia e l’adolescenza dell’ONU è stato: “Il mondo sarà salvato dai bambini”. Sono parole che ci devono far riflettere, ci devono spronare a fare qualcosa di concreto per loro. Eppure oggi, in questo annus horribilis, i bambini sono tornati ad essere invisibili, chiusi in clausura. Sono tornati i cartelli di divieto a giocare. Riecheggiano le parole di Giovanni Paolo II sull’ “immenso peso di sofferenza e di ingiustizia che grava sui bambini del mondo”.

“È per questo che con coraggio diamo vita a questa raccolta di esperienze, di elaborati con scritti e disegni – insiste Cirio -. Sarà un patrimonio unico nella storia, che esporremo in una grande mostra a Palazzo Ducale. Ancora una volta abbiamo piegato i bambini ai nostri desideri: questa iniziativa deve essere la loro riscossa. Vogliamo lanciare il messaggio che i bambini non sono soli e da adesso hanno una missione da compiere: fare sentire la propria voce, carica di sogni e speranze, ma anche di rabbia e delusione, e proporci il mondo che vorrebbero. Noi assicuriamo che possono fidarsi, che li ascolteremo e daremo loro eco attraverso tutti i mezzi possibili, sperando che da questo tempo di crisi nasca finalmente un mondo di bambini”.

Mentre Dino Frambati, responsabile della comunicazione UNICEF LIGURIA, spiega: “E’ forse il primo concreto gesto in assoluto che supera questo drammatico momento di emergenza sanitaria e annuncia un’iniziativa concreta e futura quello che noi, come UNICEF LIGURIA, abbiamo deciso di programmare quando ancora il Covid 19 sta mettendo in stand by la nostra vita e permane l’incertezza di come e quando usciremo dalla crisi”,

“UNICEF uguale bambini e la loro vita futura – prosegue Frambati – e per questo, con il presidente Franco Cirio, abbiamo pensato ad annunciare questa iniziativa per dimostrare la nostra ferma convinzione che supereremo questo momento che diventerà un ricordo ma anche un evento che ci ha dato l’opportunità di fare una grande esperienza. Un momento che faremo narrare ai bambini, la cui voce è stata troppo flebile in questo momento, in contrasto col fatto che il futuro, il post coronavirus appartiene più a loro che a noi”.

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