Prandelli: “Difficile sostituire Piatek. Giocare alle 15 di lunedì allontana le persone dal calcio”

Conferenza stampa densa di argomenti per mister Prandelli. Da Piatek all'infortunio di Hiljemark, l'ex ct della Nazionale italiana non si tira indietro e affronta le domande dei cronisti. "Difficile sostituire velocemente un attaccante così prolifico. Abbiamo perso Hiljemark per infortunio fino al termine della stagione, ma la società saprà come intervenire".

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Prandelli
Prandelli (Foto Genoa cfc Tanopress)
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Non basta un buon Genoa per avere la meglio di un Milan incerottato. Nel post partita Cesare Prandelli mastica amaro, ma resta positivo sul proseguo del campionato, nonostante la cessione di Piatek proprio ai rossoneri. “Ottimo primo tempo, compatti e aggressivi. Paradossalmente nel secondo tempo abbiamo preso un gol 7 contro 2. Come si sostituisce Piatek? Sostituite un attaccante che fa gol in maniera veloce non è semplice, adesso dobbiamo rivedere qualcosa nella fase offensiva, i gol arrivano anche per come si muove la squadra. Se il Milan ha deciso di fare questo acquisto vuol dire che Piatek dà garanzie. Non mi sento di dare consigli al ragazzo, è un giocatore che ha ben chiaro cosa fare per  avere una grande carriera. Rino non ha bisogno dei miei consigli, quando fai una trattativa del genere a metà campionato vuol dire che hai le idee ben chiare.Sono sicuro che la società nel momento in cui ha fatto questa operazione, abbiamo le idee chiare su  come potenziare questa squadra. Dobbiamo solo pazientare, in questo momento sto pensando a lunedì prossimo e alla prossima gara, al 99,9% questa sarà la squadra con cui affronteremo l’Empoli, non posso allenare una squadra di fantasia. Sono abituato a lavorare con i giocatori che ho a disposizione, questo sistema di gioco (il 4-4-2) mi dava una certa garanzia e il campo lo ha confermato. La squadra ha dato una risposta importante, non c’è stato un grande trauma nell’assorbire il cambiamento, nonostante il poco tempo a disposizione. Ci sarà ancora da lavorare come è ovvio che sia. Probabilmente il poco tempo a disposizione per memorizzare il nuovo sistema di gioco ci è costato un calo, ho pensato di cambiare, ma ho avuto fiducia nella squadra. Il primo gol ci ha condizionati, nel secondo tempo anche se non siamo stati ordinati come nel primo tempo abbiamo giocato bene creando dei presupposti. Si è palesata una fragilità psicologica.  Hiljemark molto probabilmente lo perderemo fino al termine della stagione.  Abbiamo un problema, farà un’ulteriore visita a Goteborg, la società è al corrente dei nostri problemi. Oscar ci dava determinate garanzie, purtroppo credo di averlo perso.  Favilli è un ragazzo interessante, può migliorare molto, gli manca l’intensità di gara avendo giocato poco. Sa che deve lavorare, ma la base è veramente molto importante. Ambiente un pochino desolante? Possiamo togliere il pochino, credo sia la prima volta  nella storia che una partita di livello come questa venga giocata alle 15 in un giorno lavorativo in una città con tanti problemi. Così non avviciniamo le persone alle stadio, se ci sono poteri forti che condizionano certe scelte, allora dobbiamo combattere questi poteri”.

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