La cessione di Galabinov responsabilizzerà Pellegri

L'attaccante bulgaro è in uscita e ha parecchio mercato. Ballardini vuole giocarsi il girone di ritorno con tre prime punte: Lapadula, Rossi e Pellegri

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Pietro Pellegri (Foto Paolo Rattini/Getty Images)

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Galabinov lascerà il Genoa dopo la gara con il Sassuolo. L’attaccante bulgaro sarà uno dei tanti che saluteranno il Grifo infilando in uscita il casello di Pegli. Nel corso della settimana di ferie contrattuali dei dipendenti calciatori le rose dei club di Serie A subiranno dei ritocchi, e il Genoa non sarà da meno. Perinetti ha predetto una dieta dimagrante per la rosa del club più antico d’Italia. Il sovraffollamento dello spogliatoio di Villa Rostan complica i lavori a Ballardini, con singole sedute da dividere spesso in due tronconi e l’attenzione media che, naturalmente, cala: è più facile farsi capire da ventidue uomini, anziché trentuno.

Il 2018 dovrà essere l’anno della conferma di Pietro Pellegri. Su di lui sono riposte molte aspettative dei media ma, soprattutto, degli addetti ai lavori che vogliono capire chi sia. Il 2017 ha centrifugato Pellegri, lo ha scoperto come una vena aurifera: il Genoa deve iniziare a estrarre il talento da questo ragazzone genovese. E lui deve aiutare se stesso, pretendendo sempre di più e responsabilizzandosi. La parola magica può darsi che sia proprio responsabilità, quella che improvvisamente gli cadrà sulle spalle dopo la cessione di Galabinov.

Ballardini vuole giocarsi il girone di ritorno con tre prime punte, due di ruolo che sono Lapadula e Pellegri, una che invece lo è per carisma e talento, Giuseppe Rossi. Con Taarabt e Pandev il pacchetto offensivo del Genoa può dirsi completo. Pellegri avrà più possibilità di giocare e la sua attenzione dovrà crescere poiché è l’unico attaccante con le caratteristiche fisiche – ancora da sviluppare completamente – di Galabinov. Ballardini lo manderà in campo per tenere palla nelle zone alte del campo e vincere quanti più duelli aerei possibile: subirà gomitate e ginocchiate, molte volte gli arbitri sorvoleranno perché nel calcio l’apprendistato è così, formativo nella sua crudeltà. Ma il 2018 è l’anno dell’ingresso di Pellegri in una nuova dimensione, quella del calciatore professionista.

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