El Yamiq è a Genova: inizia la sua avventura al Grifone

Il difensore marocchino è stato accolto da Galabinov: Jawad vestirà la maglia 17, lo stesso numero che aveva Benatia ai tempi dell'Udinese

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Sulle orme di Benatia, è proprio il caso di dirlo. Jawad El Yamiq è arivato a Genova in tarda serata (accolto da Galabinov e dall’agente comune D’Amico) dopo le celebrazioni in patria per la conquista della Coppa d’Africa degli africani. Ricevimento da re poi volo da Casablanca al ‘Colombo’ di Genova. Viaggio di sola andata, con una valigia piena di sogni. El Yamiq freme dalla voglia di conoscere la città e la storia del Genoa: quando lo avrà fatto resterà sicuramente affascinato dal calore e dalla passione dei tifosi. Il cuore della Superba pulsa calcio alla stessa frequenza delle onde che s’infrangono sugli scogli.

Jawad gode di ottimo credito tra gli addetti ai lavori. E’ un difensore etichettabile come moderno: alto, con le gambe lunghe da airone berbero, e dotato di una buona tecnica di base. El Yamiq è bravo a verticalizzare sulle punte, una giocata sempre più ricercata nei curriculum dei calciatori contemporanei. Al Genoa mancava un giocatore con tali caratteristiche perché Izzo è più bravo a condurre palla e creare superiorità numerica oltre la metà campo. Ballardini avrà dell’interessante materiale su cui lavorare.

Dal Marocco, oltre che a un bravo difensore, giunge una storia di amicizia, quella che lega El Yamiq a Benatia. Sono colleghi, risorse preziose per la Nazionale del ct Renard e praticanti la stessa confessione religiosa. Jawad e Mehdi viaggiano sulla medesima linea d’onda tanto che il nuovo difensore del Genoa ha voluto omaggiare lo juventino in un modo tutto particolare. A partire dalla gara con il Chievo vestirà la maglia numero 17, quella che Benatia indossava ai tempi di Udine e che ora, con un gesto davvero fraterno, ha donato a El Yamiq (l’attuale n.4 di Benatia al Genoa appartiene a Cofie). La sua nuova avventura rossoblù inizia sulle orme dell’amico Mehdi.

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