Nel 2005 il Genoa pareggia con il Piacenza

Nel 2005 il Genoa pareggia con il Piacenza. Alla fine di quel campionato al Genoa bastava una vittoria e si sarebbe aggiudicato il ritorno in serie A. Quel giorno vi fu un vero e proprio esodo di genoani, ben 18mila tifosi si misero in viaggio; tornavano alla mente quelle trasferte di massa degli anni settanta, […]

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Nel 2005 il Genoa pareggia con il Piacenza. Alla fine di quel campionato al Genoa bastava una vittoria e si sarebbe aggiudicato il ritorno in serie A. Quel giorno vi fu un vero e proprio esodo di genoani, ben 18mila tifosi si misero in viaggio; tornavano alla mente quelle trasferte di massa degli anni settanta, si riviveva quel meraviglioso momento di rinascimento rossoblu e in tutti c’era entusiasmo e convinzione di potercela fare. Tuttavia il clima allo stadio non fu dei migliori e, poco prima che iniziasse la partita, Preziosi subì un trattamento di particolare scortesia da parte della Società Piacenza: al presidente del Genoa, che si trovava a bordo campo a godersi lo spettacolo dello stadio imbandierato di rossoblu, venne intimato di andarsene da un emissario della squadra avversaria. La formazione che scese in campo quel giorno era composta da Scarpi, Gargo, Stellini, Sottil, Tosto, Lazetic, Brevi, Tedesco (Lamouchi 50′), Zanini (Rossi 55′), Milito (Sartor 84′) e Stellone. Inizia la partita, il Genoa tiene bene il campo e il tifo è di marca rossoblu. Ma dopo un’occasione da rete non sfrutttata da Zanini, il Piacenza comincia a farsi vivo e cresce il tifo piacentino. Il Genoa cerca il gol, ma colpisce un palo e una traversa, la squadra avversaria si difende e riparte, finchè al 38′ trova un contropiede che porta in gol Pepe: esplode il tifo locale e l’ambiente diventa molto aggressivo nei confronti del Genoa e dei genoani. Si recepisce nitidamente che non è solo la gioia per il gol segnato ad animare i tifosi del Piacenza, ma c’è anche un desiderio di rivalsa per l’invasione dei genoani che li sta facendo sentire ospiti a casa loro. Il Genoa cerca di reagire ma il gol non vuole arrivare e il primo tempo finisce sull’1 a 0 per il Piacenza. La ripresa vede il Genoa ancora in attacco, ma ci vuole una grande giocata di Milito per sbloccare la situazione: mezzo di spalle, il centravanti argentino riesce a crossare prendendo tutti sul tempo, Stellone è pronto e infila la porta di Orlandoni. Siamo al 15′ e la partita è più aperta che mai. Al gol del pareggio i tifosi rossoblu restituiscono a quelli del Piacenza la carica di aggressività e di insulti ricevuta da loro nel primo tempo, in occasione del vantaggio della squadra di casa. Adesso l’ambiente è incandescente e anche per i genoani sugli spalti il gioco si fa duro come in campo, volano insulti e c’è anche chi alza le mani. Il Grifone non si accontenta del pareggio, ma il Piacenza non molla. La partita si fa cattiva e a farne le spese è Brevi, uno dei più fischiati dalla tifoseria locale per la sua tempra da combattente, che viene espulso al 76′, uscendo dal campo tra un mare di insulti. Passano solo quattro minuti e il Genoa trova il 2 a 1: Milito ha un’intuizione geniale ben sorretta dai suoi piedi buoni e serve a Rossi un pallone vellutato; quest’ultimo riesce ad andare in gol con un paio di dirbbling riusciti in piena area. L’esultanza del tifo genoano è straripante, questo gol non significa solo vittoria, ma serie A dopo dieci anni. I tifosi del Piacenza non la prendono bene, nascono altri incontri verbali e gruppi di tifosi piacentini si fronteggiano con gruppi di tifosi genoani. La tensione è al massimo, la tifoseria organizzata si mobilta con l’intento di calmare gli animi. Nel bel mezzo di tutto questo, all’ 85′, un minuto dopo che anche la squadra locale è rimasta in dieci per l’espulsione di Patrascu, arriva il gol del 2 a 2 del Piacenza con una punizione da 20 metri calciata da Di Vicino che sorprende Scarpi per precisione e potenza. Il pareggio del Piacenza peggiora la situazione sia in campo che sugli spalti, il Genoa ci prova con la forza della disperazione; Rossi in area viene spinto dal di dietro e cade senza che l’arbitro Saccani di Mantova intervenga e il punteggio non cambia più. Al triplice fischio di chiusura, scene d’isterismo in campo: giocatori del Piacenza che sfottono quelli del Genoa, giocatori rossoblu che reagiscono in modo istintivo. Come se non bastasse, per il Genoa e i suoi tifosi ci sarà un finale di campionato non previsto: dopo aver dominato sul campo, la squadra rossoblu verrà coinvolta in modo sospetto in una storia di tentativi di corruzione e pagherà il conto per tutti. Dovrà infatti ricominciare dalla serie C.

 

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