Nel 1997 il Genoa pareggia con il Ravenna

Nel 1997 il Genoa pareggia con il Ravenna per 1-1. Partita drammatica e velenosa che fece imbestialire i 10mila tifosi rossoblu accorsi in quel di Ravenna per sostenere il vecchio Grifo. La domenica precedente il Genoa aveva vinto nettamente con la capolista Empoli portandosi al quarto posto; una vittoria a Ravenna avrebbe mantenuto viva la […]

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Nel 1997 il Genoa pareggia con il Ravenna per 1-1. Partita drammatica e velenosa che fece imbestialire i 10mila tifosi rossoblu accorsi in quel di Ravenna per sostenere il vecchio Grifo. La domenica precedente il Genoa aveva vinto nettamente con la capolista Empoli portandosi al quarto posto; una vittoria a Ravenna avrebbe mantenuto viva la speranza di ritorno in serie A al secondo anno di B, dopo la retrocessione del ’95, venuta a seguito del drammatico spareggio di Firenze contro il Padova. Quel giorno l’allenatore Attilio Perotti schiera in campo Ielpo, Nicola, Pereira, Giampietro, Ruotolo, Morello, Bortolazzi, Rutzittu, Centofanti, Pisano e Gossen. Nonostante sugli spalti ci siano praticamente solo tifosi genoani, la partita si mette subito male per la squadra rossoblu: il Ravenna va in vantaggio dopo soli 15′ con Gasparini. Il Genoa reagisce immediatamente e ottiene il pareggio quattro minuti dopo su rigire tirato da Masolini. Ci sarebbe tutto il tempo per trovare il goal della vittoria ma il Genoa trova solo una squadra, il Ravenna, determinata nell’impedirgli di vincere la partita. Alla fine il Genoa non vincerà e i giocatori verranno fortemente contestati dai propri tifosi per la mancata vittoria. Di questa partita si parlerà a lungo e ci saranno diverse versioni a tenere banco, da quelle che banalmente incolpavano lo scarso attaccamento ai colori sociali dei giocatori e gli errori del tecnico a quelle più sofisticate che parlavano di giochi pericolosi con circolazione di premi a vincere e a perdere nelle ultime giornate di campionato. La domenica successiva all’incontro di Ravenna, in occasione dell’ultima di campionato contro il Palermo, la tifoseria mise in scena una contestazione vibrante, sia durante la partita che nel dopo partita. Nel mirino il presidente Spinelli, caduto in disgrazia ormai da tempo; lo scontro di Modena di nove anni prima con i suoi contestatori, che si era momentaneamente placato grazie alla vittoria della squadra e ai sei anni nella massima serie, ritornò più esasperato che mai. Spinelli si trovò con le spalle al muro e alla fine cedette il Genoa che finì a Scerni, segnando l’inizio di uno dei periodi più drammatici della storia del Vecchio Balordo.

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