Nel 1986 il Genoa batte la Sampdoria nell’incontro di Columbus Cup

Nel 1986 il Genoa batte la Sampdoria nell’incontro di Columbus Cup. Quando la Sampdoria compì 40 anni, organizzò un quadrangolare articolato in due serate con Genoa, Milan e Argentino Juniors; mise in palio un trofeo chiamato Columbus Cup, sperando di vincerlo e festeggiare. Ma il Vecchio Grifo, che si trovava di nuovo in serie B […]

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Nel 1986 il Genoa batte la Sampdoria nell’incontro di Columbus Cup. Quando la Sampdoria compì 40 anni, organizzò un quadrangolare articolato in due serate con Genoa, Milan e Argentino Juniors; mise in palio un trofeo chiamato Columbus Cup, sperando di vincerlo e festeggiare. Ma il Vecchio Grifo, che si trovava di nuovo in serie B dopo la rocambolesca e ingiusta settima retrocessione del 1984, non ci stette e rovinò la festa di compleanno ai cosidetti ‘cugini’. Nel corso della prima serata, mentre il Milan aveva regolato l’Argentino Juniors, la Samp non riuscì a battere il Genoa, nonostante la differenza di categoria a favore dei blucerchiati. Era un torneo estivo, ma i tifosi lo presero sul serio e quel giorno si presentarono in 40mila. L’incontro venne arbitrato dall’arbitro Pairetto di Torino e il Genoa scese in campo con Cervone, Torrente, Policano, Mileti, Trevisan, Bini, Auteri, Chiappino, Marulla, Domini e Luperto. Il Grifone gioca subito senza soggezione e passa addirittura in vantaggio al 19′ con Policano, uno che non soffre certo di complessi d’inferiorità. Fisicamente molto dotato, con un buon bagaglio tecnico e una corsa che gli permette di coprire la fascia da un’area ad un’altra, Policano é un punto di rinforzo di questo Genoa. La Sampdoria accusa il colpo, tenta di reagire ma combina poco e quando riesce ad andare al tiro trova Cervone, un altro con la faccia tosta, in possesso di notevoli doti tecniche che ne faranno uno dei migliori portieri italiani; sarà lui l’eroe della serata. Il Doria agguanterà il pareggio a dieci minuti dalla fine su rigore e, come da regolamento, bisognerà affidarsi ai tempi supplementari prima e ai calci di rigore dopo, per conoscere il nome della squadra che passerà il turno. I tifosi blucerchiati, convinti di fare un sol boccone del Genoa, ci sono rimasti male, quelli rossoblu hanno invece il morale alle stelle e trasmettono questa positività ai loro giocatori con un tifo d’inferno. Dopo i tempi supplementari, iniziano le danze dei calci di rigore e Cervone dà spettacolo: parerà infatti tre rigori a Lorenzo, a Pari e a Paganin e trascinerà il Genoa in finale contro il Milan tra l’euforia dei tifosi genoani, che ringraziano i loro beniamini a suon di applausi per questa soddisfazione imprevista e quindi ancor più gradita. La sera successiva poi Cervone completerà l’opera: il Genoa riuscirà miracolosamente a tenere testa anche al Milan, finendo 1 a 1, dopo aver rimontato con Marulla il gol iniziale di Virdis. E quando si passerà ai calci di rigore, Cervone sarà di nuovo determinante, parando i rigori calciati da Virdis e da Donadoni. Alla fine il Genoa vincerà la Columbus Cup: nelle intenzioni degli organizzatori doveva essere una festa blucerchiata e invece è finita con una festa rossoblu durata fino a tarda notte. 

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