Nel 1955 il Genoa surclassa il Milan

Nel 1955 il Genoa surclassa il Milan per 3-1. Quel giorno la squadra rossoblu se la dovette vedere con il Milan, allora campione d’Italia in carica. Il Genoa scese in campo con Gandolfi, Cardoni, De Angelis, Larsen, Carlini, Pravisano, Frizzi, Pestrin, Di Pietro, Gren e Carapellese. Dopo soli tre minuti dal fischio d’inizio dell’arbitro Orlandini […]

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Nel 1955 il Genoa surclassa il Milan per 3-1. Quel giorno la squadra rossoblu se la dovette vedere con il Milan, allora campione d’Italia in carica. Il Genoa scese in campo con Gandolfi, Cardoni, De Angelis, Larsen, Carlini, Pravisano, Frizzi, Pestrin, Di Pietro, Gren e Carapellese. Dopo soli tre minuti dal fischio d’inizio dell’arbitro Orlandini di Roma, il Grifone va incredibilmente a segno con Pestrin. A metà del secondo tempo, col Genoa sempre sull’1 a 0, Frizzi, il popolare ‘Pattinella’, insacca con la solita maestria un calcio di rigore, portando la sua squadra sul 2 a 0. Un’altra prova di grande valore del Genoa che al Ferraris, grazie alla regia del fuoriclasse svedese Gren ben sorretto dal solidissimo Larsen e ai guizzi delle inafferrabili ali Frizzi e Carapellese, era finora riuscito a farsi valere anche contro le grandi squadre. Tuttavia, a dieci minuti dalla fine Valli, l’ala sinistra del Milan, accorcia le distanze, riaprendo la partita. A questo punto i rossoneri si gettano tutti all’attacco, costringendo il Genoa a difendersi. La vittoria rossoblu sembra seriamente messa a rischio quando, a otto minuti dalla fine, col Milan sbilanciato in avanti, la palla arriva a capitan ‘Carappa’, che parte in serpentina da metà campo lato tribune e col piglio del conquistatore, salta uno dopo l’altro tutti i milanisti che incontra sulla sua strada, puntando la porta avversaria mentre i tifosi genoani accompagnano la trionfale cavalcata col fiato sospeso e il cuore in subbuglio. Entrato in area, Carapellese vince l’ultimo dribbling e poi infila inesorabilmente Buffon, sotto una Gradinata Nord in delirio che lo acclama come un dio del calcio, mentre Gandolfi, esaltato da quello che ha appena visto, lascia la porta e come un centrometrista impazzito divora tutto il campo in un baleno per andare ad abbracciarlo. Capitan Carappa ha appena fatto una cosa fantastica, indimenticabile, di quelle che restano nella storia del calcio, come il gol di Maradona all’Inghilterra di quarant’anni dopo. L’attaccante era arrivato a Genova dopo aver segnato valanghe di gol in squadre di primissimo piano come Torino, Juventus e lo stesso Milan e all’ombra della Lanterna visse una seconda giovinezza tanto da venire riconvocato in Nazionale.

 

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