L’1 Novembre del 1957 il Genoa batte la Sampdoria

Nel 1957 il Genoa batte la Sampdoria. Il Vecchio Grifo aveva iniziato il campionato in modo disastroso: era ultimo in classifica e aveva totalizzato un punto dopo sei giornate. Si presentò al derby con molti giovani in squadra, affidando tutte le speranze al talento di Giulio Cesare Abbadie. La Sampdoria era invece in alta classifica […]

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Nel 1957 il Genoa batte la Sampdoria. Il Vecchio Grifo aveva iniziato il campionato in modo disastroso: era ultimo in classifica e aveva totalizzato un punto dopo sei giornate. Si presentò al derby con molti giovani in squadra, affidando tutte le speranze al talento di Giulio Cesare Abbadie. La Sampdoria era invece in alta classifica e si presentò con giocatori di valore come Ocwirk, Firmani e Bernasconi. Le previsioni dicevano che per il Genoa non c’era speranza: l’incontro, giocato di giorno feriale, era il recupero del 20 ottobre, quando non si potè giocare a causa della forte pioggia. Lo stadio presentò comunque un bel colpo d’occhio: la Nord era il solito muro compatto, i genoani avevano l’umore dei condannati a morte e le speranze ridotte al lumicino, ma si strinsero tutti intorno al Genoa per tenere alta la bandiera. Tuttavia, proprio nella giornata del pessimismo più nero accadde il miracolo: Abbadie ribaltò la situazione con una prestazione memorabile che lo farà entrare per sempre tra i sudamericani da leggenda che avevano vestito la maglia rossoblu. Come l’arbitro Righi di Milano fischia l’inizio della contesa, il Genoa parte all’attacco, sorprendendo chi si aspettava un inizio prudente e addirittura, al 17′, in una spericolata uscita sul formidabile Abbadie, il portiere Rosin riporta una ferita all’arcata sopraccigliare. La partita riprende, il Genoa continua ad attacare ma così facendo si scopre e al 23′ becca il gol: lancio perfetto di Ocwirk, uno degli ultimi giganti della grande scuola danubiana, che pesca Recagno il quale gira a Firmani che non perdona. Reazione immediata del Genoa: Abbadie parte in una delle sue discese inarrestabili e punta come sempre l’area di rigore, supera in progressione mezza Sampdoria per deporre sui piedi di Frignani la più docile delle palle gol. L’ala, perfetta nei cross, ha però meno dimestichezza col gol e sciupa malamente. Pericolo scampato per la Samp, ma Abbadie insiste, nessuno riesce a tenerlo, e costruisce palle gol in continuazione non sfruttate purtroppo dai giovani inesperti attaccanti rossoblu. Al 40′ allora fa tutto da solo, parte in progressione secondo il suo stile e salta tutte le maglie blucerchiate che incontra nel suo cammino, fino a quando entra in area e piazza la zampata: Rosin è battuto, palo interno. Ma è solo questione di un attimo, Firotto aveva seguito l’azione e spinge in rete il pallone che stava rotolando lungo la linea di porta. Il Genoa non s’accontenta e continua ad attaccare, mentre la Nord non crede a quello che vede. Nei minuti finali del primo tempo i rossoblu sfiorano più volte il 2 a 1; la squadra avversaria è stordita e impaurita dalle discese di Abbadie e non riesce più ad organizzare la manovra, e su questo canovaccio si arriva al 45′ con il punteggio di 1 a 1 che va stretto al Grifone. I genoani sugli spalti sono l’espressione di chi ha ritrovato la gioia di vivere, nessuno si sarebbe mai aspettato di poter mettere sotto la Samp. Vero che il punteggio è di parità, ma il Genoa ha fatto un primo tempo coi fiocchi, lasciando in tutti la convinzione che nel secondo tempo avrebbe fatto anche meglio. E infatti, come si riparte, il Genoa va all’attacco e sfonda di prima intenzione. Non è passato nemmeno un minuto che Abbadie regala l’ennesima replica: parte in azione personale, supera Sarti e Vicini e sull’arrivo del forte difensore Gaudenzio Bernasconi tocca a Corso che insacca con facilità. Tutto in velocità, per un’azione spettacolosa. Il Doria è alle corde, ma Abbadie non si ferma. Passano solo due minuti e ripete esattamente l’azione di prima, fornendo poi un pallone coi giri contati a Frignani che non sfrutta l’occasione come aveva già fatto prima del riposo. Passa il tempo ma il tema dell’incontro non cambia. Abbadie riparte ancora una volta alla sua maniera, stile perfetto più potenza e velocità, tutto in verticale. Vicini se lo trova davanti e prova a fermarlo, ma il ‘Pardo’ lo finta, Vicini s’avvita su se stesso e il ginocchio gli salta. La Samp resta in dieci e ha un sussulto di reazione: Firmani lancia il giovane Mora, ma Franci è pronto all’uscita e non succede niente. Riprende il monolgo di Abbadie: ennesima azione personale, saltati tutti i blucerchiati presenti tra lui e la porta, Rosin in uscita disperata salva miracolosamente. Subito dopo ancora il magnifico uruguagio salta due avversari e tocca un facile pallone a Frignani, che sembra farlo di proposito a sprecare tutti i suoi inviti alla rete. Successivamente è Leoni a sprecare una palla gol, dopo che Abbadie aveva messo anche Rosin fuori causa. Leoni perde tempo e permette al’l’Orsacchiotto’ Bernasconi di salvare alla disperata. Il giovane però si rifà alla mezz’ora, e chiude la partita: calcia al volo sulla respinta della difesa avversaria e centra il sette. Per la Samp è la prima sconfitta in campionato dopo sette partite, mentre per il Genoa è la prima vittoria. Per i tifosi rossoblu è invece una specie di resurrezione, e grazie ad un Abbadie da favola possono rialzare la testa. Questa vittoria sarà l’inizio di una rimonta che porterà il Genoa a salvarsi, assicurandosi un altro anno di A. Ma i dirigenti stanno tirando troppo la corda, il Genoa è tenuto in A dalla classe superiore di Abbadie, ma fino a quando potrà durare?

 

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