Lino Marmorato – Genoa-Pescara: nessuna “sciampradda” rossoblù

L’opinione sul Genoa del giornalista di Radio Nostalgia

Allenamento ieri al Pio Signorini con spettatori Fabrizio e Milito. Tutti gli argentini da Gio Simeone sono passati a salutare il Principe. Pandev un abbraccio per ricordare il “triplete”. Juric alla fine dei lavori è stato più di venti minuti con Milito e Fabrizio, probabilmente a raccontare il suo modo di giocare che Milito mercoledì sera aveva confidato di aver visto Juric calciatore guardando la squadra come si muoveva sul terreno di gioco.

Juric non solo sugli spalti del Tempio trasmette emozioni da condividere, un amore per un certo tipo di calcio. Il suo stile di calcio da calciatore e allenatore rappresenta ciò che si è veramente e si deve trasformare in quello che si deve e vuole fare sul campo. Juric non solo a parole, sul campo di allenamento e nelle gare ufficiali anche agli esterni dal prato verde trasmette sincerità convincendo, anche gli scettici per partito preso, che la sua nuova idea di calcio avrà successo.

L’allenamento di ieri è stato diviso in due tronconi. Lavoro di scarico per chi aveva giocato e giochi di posizione e partitelle a campo ridotto per tutti gli altri.

Per Pavoletti gli esami stamattina all’ora di pranzo. Al Pio Signorini si respirava ottimismo confortati dal calciatore sull’entità del guaio muscolare. Come sempre il giudice sarà l’accertamento diagnostico.

Anche con il Pescara il centravanti sarà Simeone. In un mese dal suo arrivo è migliorato con gli scatti tattici cari al Pirata tra sagome controllo del pallone e tiro. Operazione riuscita con Budimir con le dovute differenze tra la B e la A anche lui sconosciuto.

Tranquilli, con Juric possesso e intensità non sono mancati mai ad oggi contro qualsiasi avversario. Contro il Pescara non ci sarà nessuna “Sciampradda”, in genovese champagne oppure ostentare lusso e sfarzo.

In giro già le vedove del gol per la mancanza del Pavoloso. Il Genoa anche contro il Pescara non si difenderà in modo statico, nelle cinque precedenti gare giocate il gioco di Juric ha mostrato come non contino i moduli e i reparti, ma la capacità di fare arrivare tanti calciatori in zona pallone.

Con il Pescara non ci saranno cali di concentrazione, probabilmente anche la stessa formazione che ha iniziato a giocare con il Napoli con Gio Simeone alla ricerca del primo gol italiano al posto di Pavoletti. Difficilmente sarà Pandev con le spalle alla porta a fungere da centravanti. Juric lo scorso anno giocando al sabato si è divorato il Genoa per tv e avrà visto il macedone, come da Pandev dichiarato in ritiro a Bardonecchia di essere stato fuori ruolo e di non gradire giocare in quella posizione. Gakpè? Un’alternativa anche se visto poche volte negli allenamenti con il croato giocare da prima punta.

Se cercherà nuove vie il Pirata difficilmente le indirizzerà verso difensori o esterni; per affondare il Delfino, oltre le trappole tattiche viste con il Napoli, bisognerà fare gioco davanti.

Pescara: paradossalmente tira molte volte verso la porta avversaria realizzando poco, sempre aggressivo, il migliore in campo però è sempre stato il portiere Bizzarri.

Anche nel mercoledì notte del primo turno infrasettimanale del campionato i ragazzi di Oddo pur giocando in 11 contro 10 per 36’ e in 11 contro 9 per 15’ contro il Torino è accaduta l’identica situazione.

Peccato per Oddo, come Juric lanciato nel mondo delle panchine dalla Cantera rossoblù di Sbravati, pur giocando meglio e senza meritarlo sempre stato sconfitto di misura. L’unica volta che Oddo con il chiaro intento di provarsela a giocare ha perso con la Lazio dell’amico Inzaghi snaturando la squadra con il centravanti di peso e arretrando Caprari tra le linee, operazione fallita, gli adriatici sono risultati lunghi e si sono consegnati agli avversari. La luce del centrocampo del Pescara contro la Lazio non si è accesso.

Contro il Toro, partita tattica ma anche molto fisica specialmente per i granata, Oddo con il suo modulo ad “albero di Natale” 4 3 2 1 con Caprari centravanti di ruolo ma non di fatto ha cercato di comandare il gioco con il fraseggio in mezzo al campo per attaccare sulla trequarti, ma i granata hanno letto brillantemente la chiave del gioco adriatico attaccandoli e aggredendoli anche se con qualche fallo di troppo e intimidatorio impedendo in 11 contro 11 le verticalizzazioni care al tecnico dei Delfini anche se hanno prodotto 20 tiri verso la porta dell’inglese Hart che non ha dovuto fare miracoli. Pescara all’assalto contro il Toro sempre con il suo assetto pronto a giocare quando si allargavano gli spazi tra le linee granata, ma anche passare un brutto quarto d’ora nel secondo tempo per i troppi rischi presi e portati con poco ordine.

In serie B il Delfino ha mostrato spesso un calcio brillante e propositivo, non legato solamente ad un solo modulo sempre alla ricerca dell’imposizione del proprio gioco. Oddo in Serie A per adesso non ha abbandonato i suoi principi anche se i risultati scarseggiano considerato che i quattro punti in classifica sono frutto di una vittoria a tavolino contro il Sassuolo più il pareggio di mercoledì scorso. In Serie A dovrà cambiare qualcosa se vorrà provare a salvarsi e dimenticarsi dei paragoni con il Barcellona dello scorso quando gli adriatici andavano in porta con tre passaggi (due passaggi meno del Barça) dove finalizzavano tutti e non solo Lapadula, fulminando la squadra avversaria pur schierata nella propria metà campo. Oddo è intelligente studierà qualcosa di diverso con la rosa a disposizione, il suo gioco da blaugrana…  sembra patire la partenza di Torreira verso altri lidi genovesi.

La formazione del Pescara allo speaker del Ferraris, tre partite in una settimana sono sotto la lente d’ingrandimento della forza fisica e recupero di società più quotate del Pescara.

Genoa-Pescara diretta di Irrati di Pistoia. Nato a Firenze nel 1979 e per arbitrare ha dovuto emigrare nella sezione AIA di Pistoia, avvocato in Pescia, arbitro dal 1996. 58 gare in serie A, 13 rigori 18 espulsi. In stagione 2 gare la sconfitta dell’Inter con il Chievo e la vittoria del Milan al Ferraris contro la Doria. Arbitra alla Can dal 2011, alla Can Serie A dal 2013. Sei le gare con il Grifone, 4 vinte, l’ultima lo scorso maggio con l’Inter al Ferraris, 1 pareggio ed una sconfitta, con il Pescara 5 le partite, 2 vinte, 2 pareggiate 1 persa, l’ultima è il pareggio in casa del Palermo nel 2013.

1 ass. Vivenzi di Milano 2 ass. Del Giovane di Albano Laziale.Quarto ufficiale Di Iorio di Vico Equense, 5° Russo di Nola 6° Minelli di Varese.

Lino Marmorato

TRATTO DA BUON CALCIO A TUTTI

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