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ESCLUSIVA PIANETAGENOA - Lorenzo Contucci: «Il calcio italiano ha perso di credibilità»

24.04.2012 19:44 di Daniele Zanardi  articolo letto 3608 volte
© foto di Federico Gaetano
ESCLUSIVA PIANETAGENOA - Lorenzo Contucci: «Il calcio italiano ha perso di credibilità»

«Il calcio italiano ha perso completamente di credibilità». Lo afferma l'avvocato Lorenzo Contucci in questa intervista esclusiva a PIanetagenoa1893.net nel corso della trasmissione radiofonica Pianetagenoa On Air, in onda su Campuswave.it. Il legale, esperto nella legislazione per i reati commessi negli stadi, ha dato la sua versione riguardo ai fatti di Genoa-Sina di domenica scorsa

Avvocato Contucci, i fatti avvenuti domenica pomeriggio a Genova hanno suscitato un grosso clamore nell'opinione pubblica. Quali possono essere le conseguenze per i componenti della tifoseria che ha causato la sospensione del match?
Bisognerà valutare i comportamenti individuali. Aldilà della crocifissione mediatica che è tuttora in corso, la maggior parte dei presenti si è limitata ad una contestazione veemente o anche chiedendo di togliere le maglie: ma questo non può costituire di certo un reato. Per chi invece ha lanciato i fumogeni o petardi in campo, o per chi ha semplicemente scavalcato delle recinzioni, ci sono delle sanzioni penali previste dalla legge "anti-violenza". Sono reati minori, ma che sono passibili di arresto in flagranza differita: qualora dovessero essere rinvenuti nella propria abitazione entro le 48 ore dal fatto, possono essere ancora arrestati e portati in direttissima davanti ad un giudice.

Alcuni aspetti della polemica si sono rivolti anche all'operato delle forze dell'ordine, chiamate in causa da Preziosi: come giudica la gestione della situazione, visto anche l'alto rischio che poteva comportare una partita come Genoa-Siena?
Io ho 46 anni ed in situazioni del genere agli sgoccioli del campionato, quando una squadra è traballante per una promozione o per una retrocessione, questi episodi sono sempre avvenuti. Le cronache parlano di decine di partite di questo tipo sospese dal giudice sportivo, prima ancora che nascesse il tifo organizzato. E' chiaro che una Questura degna di questa nome debba essere adeguatamente allertata, perché è normale che alcuni tifosi passionali si spingano a dei comportamenti al di fuori della legalità. Sono fatti che non mi destano sorpresa perché sono sempre accaduti. Non mi si venga poi a dire che in Inghilterra non sia mai successo niente del genere. Questi populismi visti e sentiti nelle televisioni lasciano davvero il tempo che trovano.

Su un giornale locale sono usciti i nomi di alcuni dei tifosi presenti durante la protesta sulle barriere del Ferraris. Lei è d'accordo su questo modo di fare della stampa?
Personalmente credo di non andare d'accordo con una buona fetta del giornalismo italiano, solito nel mettere in prima pagina i nomi e i cognomi di persone colpevoli di reati minori, o addirittura innocenti, e nell'ignorare reati ben più gravi che meriterebbero nome, cognome e fotografia. Soprattutto noto un certo servilismo, per non dire compiacimento, della stampa (non solo locale) per alcuni personaggi che si permettono di fare la morale quando la loro fedina penale non è per niente immacolata, specie per reati molto più gravi rispetto a quelli di Genova.

Anche perché, ci teniamo a sottolineare, si è trattato di una protesta carica di rabbia. Ma che non ha sfociato nella violenza. Abbiamo assistito a fatti ben più gravi nel panorama italiano e, come ha detto lei, sarebbe molto errato cercare di fare di tutta l'erba un fascio.
Il fatto è questo: il calcio ha perso totalmente credibilità. E non per quello che è successo a Genova, ovvero il frutto di una passionalità esasperata che, pur sbagliando i modi, ha agito in ragione della passione per la propria squadra di calcio. Tutto questo, quando noi siamo di fronte ad un calcio che vede episodi di doping o scommesse a ritmo continuo e di stadi svuotati da provvedimenti come la tessera del tifoso. Sembra quasi che non aspettassero altro per poter additare i tifosi come responsabili del marciume che ha investito il calcio italiano.

Daniele Zanardi

RIPRODUZIONE DELL'ARTICOLO CONSENTITA SOLO PER ESTRATTO PREVIA CITAZIONE DELLA FONTE: WWW.PIANETAGENOA1893.NET


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