ESCLUSIVA PG, Spolli: “A Genova rivivo la garra argentina. Il Ferraris è speciale”

ESCLUSIVA PG, Spolli: “A Genova rivivo la garra argentina. Il Ferraris è speciale”

“Il rinnovo? E’ questione di dettagli. Sono felice di restare qui un altro anno. Giocare nel Genoa è una responsabilità che sono felice di avere” ha spiegato il difensore ai nostri microfoni

di Redazione Pianetagenoa

Pianetagenoa1893.net ha incontrato Nicolas Spolli, uno dei protagonisti del campionato e della salvezza del Genoa. Un difensore vecchio stile che si rifà a un grande argentino del passato come Daniel Passarella.

Rosario-Genova stanno sulla stessa latitudine del calcio. Si ritrova in queste parole?

“Sì il derby è molto sentito. Ho avuto la fortuna di giocarlo in entrambe le piazze. Contro la Samp quando sono sceso in campo ho rivissuto la stessa atmosfera di Rosario. E’ una partita molto calda che la città vive con passione. Esattamente come in Argentina anche qui o sei di Rosario o sei del Newell’s. Anche qui il calcio si vive ogni giorno, 24 ore su 24”.

Il fratello di Bielsa, quando il Newell’s perde il derby non esce di casa per giorni: lei ha vissuto la stessa situazione in chiave genovese?

“A Rosario ho vinto la maggior parte dei derby, ho perso quello in Copa Sudamericana e quello era più importante del solito. Sono rimasto a casa una settimana per tanti motivi: quando si perde in Argentina non c’è la voglia di mostrarsi in pubblico per rispetto ai tifosi e pensi solo a come affrontare la prossima partita”.

Che Guevara è stato uno dei portieri del Rosario Central: a proposito, qual è stata la grande rivoluzione svolta quest’anno al Genoa?

“Sì, del Che me lo hanno raccontato. Dicono tutti che sia stato un tifoso del Rosario Central: questo è stato un suo grave errore (NDR: dice ridendo). Tra le tante cose positive che ha fatto poteva anche sbagliare la squadra per cui tifare. La svolta del Genoa sicuramente è avvenuta a Crotone, una vittoria importantissima e difficilissima che ha dato una svolta alla nostra stagione. Oggi non ci rendiamo conto, ma è da quel momento che abbiamo cambiato marcia alla nostra stagione. Tra l’altro è stata la partita del mio rientro dopo l’infortunio. Era una situazione molto delicata per noi poiché avevamo una classifica veramente complicata con sei punti in 12 partite. E quando non riesci a portare a casa risultati positivi, le cose rischiano di peggiorare ulteriormente: la gara successiva in casa avevamo da Roma. Da lì in poi è scattato qualcosa”.

Abbiamo parlato dell’Argentina: a Genova come si trova?

“Benissimo. Dopo i primi mesi di infortunio ho ripreso ad allenarmi a pieno ritmo e ho cominciato a giocare con regolarità, trovando un gruppo di ragazzi straordinari e uno staff che non mi ha fatto mancare nulla. Genova mi piace tantissimo, c’è il mare e il calcio si vive quotidianamente. Qui ti senti davvero un calciatore e per noi che veniamo dal Sudamerica è sicuramente un fattore positivo. La città è molto bella: mi piace il pesto e girare l’entroterra e la costa ligure. Io abito in Albaro e quindi frequento quella zona, ma mi piace anche il centro città. Sono contento di vivere qui”.

Lei è arrivato a Genova senza particolari trionfalismi per poi imporsi come un baluardo della difesa: è soddisfatto della stagione?

“Sicuramente sì. Ho cercato di dare il mio contributo alla squadra per la salvezza che a un certo punto non era scontata. Io e i miei compagni abbiamo svolto un grande percorso”.

Ha indossato molte maglie in Italia: quella del Genoa ha un peso particolare?

“E’ una maglia bella e importante da indossare per la storia che rappresenta. Il Genoa ha molti tifosi e uno stadio con un’atmosfera diversa: lo dicevo da avversario e ora lo confermo da genoano. Sono orgoglioso di indossare questi colori ogni volta che scendo in campo. Nel calcio di oggi è una bella cosa essere rappresentante di una realtà ricca di storia. A 35 anni voglio godermene ogni minuto. Ho un grande rapporto con la tifoseria: a Catania c’è un tifo simile a quello di Genova, ma qui si vive ogni volta qualche cosa di particolare”.

Spolli, Fazio, Skriniar e Chiellini sono i migliori nelle respinte di testa.

“Avete nominato tre buoni e poi me. Ho fatto abbastanza bene sulle respinte di testa e sono contento di essere in questa classifica con tre giocatori di spessore internazionale. Il merito è anche della squadra”.

A che punto è il suo rinnovo contrattuale?

“Siamo a buon punto e penso che prossimamente definiremo il tutto senza problemi. Sono contento di rimanere qui un’altra stagione. Obiettivi per il futuro? Innanzitutto chiudere al meglio questa stagione: poi ragioneremo passo dopo passo”.

Preferisce giocare in una difesa a tre o a quattro?

“Non ho preferenze, sono a disposizione della squadra e dell’allenatore. Ho giocato in entrambi i modi e nel calcio moderno un giocatore deve adattarsi a tutto”.

Il prossimo anno a darvi una mano ci sarà Mimmo Criscito…

“E’ un giocatore di caratura internazionale. Sicuramente ci darà una grande mano e ci porterà tanta esperienza: ha un grande passato nel Genoa e sarà importante a livello di spogliatoio”.

Hobby fuori dal campo?

“Sono una persona molto tranquilla. La mia passione è il calcio anche fuori dal campo: mi piace passeggiare e trascorrere il tempo con la mia famiglia”.

Lei che è un “leproso” vorrebbe rivedere Messi con la maglia del Newell’s?

“Me lo auguro. Lo ha fatto Maradona e spero lo faccia anche lui. Se accadrà, prenderò un aereo per andare a vederlo”.

Anche se il ruolo è cambiato, lei si ispira al grande Daniel Passarella?

“L’ho visto in tanti video. E’ stato uno dei centrali difensivi argentini più forti e importanti di sempre. Un grande nel respingere di testa”.

A proposito di Argentina, quante possibilità può avere di vincere i Mondiali?

“Se la può sicuramente giocare, ma avrà degli avversari forti e organizzati, tra cui Germania e Brasile. La palla è rotonda, nel calcio può succedere di tutto, soprattutto nei Mondiali”.

Riccardo Cabona

Alessandro Legnazzi

Marco Liguori

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